In occasione della mostra “Raffaello e l’eco del mito

Viaggio accompagnato e guidato dalle storiche dell’arte Marina Fassera e Tosca Rossi.

PROGRAMMA

MATTINA

Visita alla mostra all’ Accademia Carrara “RAFFELLO E L’ECO DEL MITO”
Una mostra dedicata a Raffello è cosa rara. Una mostra dedicata a Raffaello a Bergamo ha un suo perché: l’Accademia Carrara possiede infatti il San Sebastiano, capolavoro giovanile del pittore urbinate.  E’ intorno a quest’opera che ruota l’esposizione restituendo in modo esaustivo il quadro della formazione di Raffaello che avviene nella raffinata corte ducale d’Urbino e nelle terre d’Umbria e Toscana, laddove nacque la rinascita delle arti. Figlio di un pittore, Giovanni Santi, dotato di un talento eccezionale, appena diciassettenne, venne definito magister: Raffaello elaborò la sua cifra stilistica facendo proprie le suggestioni provenienti dagli artisti che lavoravano presso la Corte dei Montefeltro, da Pedro Berruguete, a Perugino, al Pinturicchio, le cui opere, presenti in mostra, si confrontano con ben dodici dipinti di Raffaello provenienti da musei nazionali e internazionali. Il passaggio a Roma fu risolutivo per la grandezza e la fama di Raffello che, a contatto con gli antichi, matura e diventa uno degli artisti più celebrati nel primo Cinquecento e non solo. La sua morte prematura, lo fa diventare di diritto un mito imperituro, tanto da guadagnarsi la sepoltura nel Pantheon. Da qui il titolo della mostra “Raffaello e l’eco del Mito”: nell’Ottocento neoclassico il divino Raffaello fu emulato dai più grandi artisti, Ingres e Mengs su tutti. Ma l’eco arriva lontana, fino ai nostri giorni. L’ultima sezione della mostra presenta la contemporaneità di Raffello: Picasso subisce l’influenza del suo modo di disporre le figure nello spazio, mentre Salvo, Ontani e Vezzoli misurano, con il tema dell’autoritratto, la loro vicinanza a Raffaello; Christo, Galliani e Bettineschi propongono citazioni letterali delle sue opere, e la grande tela di Mariani rivisita i grandi affreschi delle Stanze della Segnatura in chiave contemporanea.

Al termine pausa per il pranzo libero.

POMERIGGIO

Visita guidata alla CITTÀ ALTA e a PALAZZO TERZI
Numerosi sono i tesori che Bergamo possiede e che meritano di essere conosciuti, ma è la città stessa ad avere un fascino particolare. La città bassa, moderna, accogliente e luminosa ospita il Palazzo dell’Accademia Carrara, una delle Pinacoteche più importanti d’Italia; la città alta, antica, silenziosa e pittoresca cinta nella sue mura cinquecentesche erette da Venezia, cui Bergamo fu soggetta per secoli, racchiude torri e campanili, palazzi e chiese di grande bellezza. E’ qui che passeggiando scopriremo la storia di Bergamo e i suoi monumenti da Piazza Vecchia dove si affacciano il Palazzo della Ragione, quello del Podestà veneto e la Torre civica prospicente al centro religioso costituito dal Duomo, dalla Basilica di Santa Maria Maggiore con le preziose tarsie eseguite su disegno di Lorenzo Lotto, il Battistero e la celebre Cappella Colleoni realizzata da Giovanni Antonio Amadeo. Il fastoso mausoleo del condottiero Bartolomeo Colleoni, riccamente rivestito da marmi policromi e raffinate opere scultoree, è sicuramente uno dei capolavori del Rinascimento lombardo. Infine una chicca andrà a completare la giornata: varcheremo la soglia di PALAZZO TERNI. Sontuoso nobile palazzo secentesco, costruito su di una rocca, gode di un’incantevole vista della città bassa e di un giardino terrazzato, raro nel centro storico di Bergamo Alta. Lo scrittore Hermann Hesse, capitando per caso nella Piazzetta Terzi nel 1913, ne rimase affascinato: “è uno degli angoli più belli d’Italia, una delle molte piccole sorprese e gioie per le quali vale la pena di viaggiare“. Attraverso il portone del Palazzo “si scorgeva un cortile con piante e una lanterna, oltre il quale due grandi statue e un’elegante balaustra si stagliavano nitidi, in un’atmosfera trasognata, evocando, in quell’angolo stretto tra i muri, il presagio dell’infinita lontananza e vastità dell’aere sopra la pianura del Po“.
L’interno non è da meno. Una serie di meravigliose stanze riccamente affrescate e decorate, il Salottino degli Specchi, la Sala Rossa, il Salone d’Onore, sono pregiati esempi del barocchetto del Settecento e nella graziosa Sala del Tiepolo, al centro del soffitto, si trova addirittura una tela attribuita al grande pittore veneziano.

Rientro a Milano previsto intorno alle 19.30 circa.

GALLERIA

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