Eredi e nuovi maestri

La mostra di Palazzo Reale “Dentro Caravaggio” si chiude con un’opera drammatica – Martirio di sant’Orsola – che rivela tutto il tormento dell’ultimo Caravaggio… la mostra alle Gallerie d’Italia comincia da qui…
Michelangelo Merisi, il Caravaggio, ebbe un’esistenza travagliata, forse dovuta alla sua stessa indole, forse perché ha vissuto in anni difficili e controversi, certo è che è stato un pittore sublime, rivoluzionario, mitico per noi che lo ammiriamo e per chi ne conobbe direttamente l’opera tanto da rimanerne influenzato o, perché no, volutamente indifferente.
La mostra delle Gallerie d’Italia ci fa capire questo, parlando degli eredi diretti del grande Maestro e di nuovi pittori che si affacciano sulla scena dell’arte del Seicento tra le luci e le ombre caravaggesche e gli ori barocchi.
Il Martirio di Sant’Orsola, opera che peraltro appartiene alle collezioni dell’Unicredit, esposta abitualmente nella sede napoletana delle Gallerie d’Italia, è il perno attorno al quale ruotare oltre 50 opere di seguaci di Caravaggio, come Battistello Caracciolo e Ribera, e nuovi maestri, quali Rubens, Van Dyck, Procaccini e Strozzi. Molte delle opere sono esposte per la prima volta a Milano e rievocano le principali vicende artistiche di tre città italiane: Napoli, Genova e Milano, tutte legate all’orbita spagnola in anni di rinnovamento del gusto, tra la rivoluzione tutta tesa al naturale di Caravaggio e i nuovi fasti barocchi.
Eccezionale la presentazione la presenza de l’Ultima Cena di Giulio Cesare Procaccini, tela di 40 metri quadrati eseguita per l’amata chiesa della Santissima Annunziata del Vastato di Genova dalle famiglie aristocratiche della città e che è stata oggetto di un lungo e articolato lavoro di restauro.

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