Museo diocesano: ORO, astrazione, divino e sublime

Il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto sull’Anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’Anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che con questo o quel tasto porta l’anima a vibrare.
(Wassily Kandinsky)

Tutti gli artisti in ogni tempo hanno usato il colore in pittura, come in scultura, non solo per raggiungere la mimesi nelle loro opere, ma per creare emozioni, perché il colore interagisce con l’anima, con lo spirito.
In un percorso di cinque visite racconteremo la storia dei colori, di come sono stati percepiti, interpretati e utilizzati nei secoli, di quali simbologie e significati sono diventati portatori e di come gli artisti li hanno saputi preparare, prelevando i pigmenti dal mondo vegetale, minerale o animale, e di come li hanno mescolati, abbinati, creando risonanze e sfaccettature infinite.
Per ogni colore abbiamo scelto un museo di Milano, selezionando quelle opere che meglio rappresentano i colori a cui i nostri percorsi saranno abbinati.

L’ORO: ASTRAZIONE, DIVINO, SUBLIME

Trascendente, prezioso e incorruttibile, l’ORO venne usato nell’arte a rappresentare la spiritualità e il sovrannaturale. Applicato come sfondo indicava un luogo senza spazio, né tempo, il luogo del Divino.
Usato per le aureole dei Santi, l’ORO rappresentava la luce spirituale della grazia di cui erano investiti. Mentre è luce fisica quell’ORO usato nel lumeggiare i panneggi, prima che Giotto insegnasse ad utilizzare il chiaro/scuro, il trapasso sfumato dei colori.
L’ORO, infine, applicato spesso a rilievo, per corone, gioielli, bordure di vesti donava un fascino sublime, ed espressamente richiesto dai committenti, era mezzo tangibile per mostrarne la ricchezza.
Nel Medioevo si fece largo uso dei cosiddetti “fondi oro” di rara bellezza: in tutte le botteghe degli artisti vi era il “battiloro”, uno specialista che sapeva ridurre un grano d’oro in una foglia sottile da utilizzare nelle tavole dipinte con il Cristo, la Madonna e i Santi. Visioni celestiali lontani dal mondo reale e terreno.
In questo terzo appuntamento,  sveliamo i significati e la tecnica dell’uso della foglia d’oro, come fu illustrata  da Cennino Cennini  nel suo manuale dell’arte. Lo faremo attraverso le opere esposte nelle sale del Museo Diocesano, che possiede una collezione di “fondi d’oro”, ma anche suppellettili sacre dove trionfa questa materia preziosa.

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