Percorso nella zona di Porta Venezia e Piazza San Babila

Piero Portaluppi, milanese di nascita e di formazione (si laureò al Politecnico nel 1910), profondamente legato alla sua città, è stato uno dei protagonisti dell’architettura della Milano della prima metà del Novecento. I suoi edifici e i suoi interventi di urbanistica e di restauro di antichi palazzi (su tutti la sua stessa dimora: Casa Atellani in Corso Magenta) si trovano in diverse zone della nostra città, ma in particolare si concentrano lungo Corso Venezia e nelle vie limitrofe quando, negli anni del Regime, Milano per l’ennesima volta cambiò volto nel suo cuore storico.
È la Milano di quegli anni quella che vogliamo presentare in questo percorso dedicato principalmente a Portaluppi, ma non solo. E’ la città che pur essendo sotto gli occhi di tutti, spesso è guardata distrattamente e non apprezzata quanto merita. Solitamente il nostro gusto ci porta ad esaltare la fantasia, l’eleganza, la sinuosità del Liberty e del Déco a discapito di quanto è avvenuto dopo. Il dopo è l’architettura razionalista che rappresenta “l’ordine nuovo che manifesta una sintesi di universalità” La nuova architettura non chiede nulla al “bello per il bello, ma è fatta tutta di pura proporzione numerica” (Bontempelli) e per questo classica, fuori dal tempo contingente, nonostante le compromissioni, che indubbiamente ci sono state, con l’immagine del Regime.
Ciononostante, Portaluppi con la sua genialità e il suo estro, con la sua creatività e inventiva, ha saputo modulare e interpretare, con rara fantasia, i dettami della cultura del tempo. Gli edifici da lui progettati sfuggono alla catalogazione di uno stile, riservano sempre sorprese, guizzi, soluzioni inaspettate che potevano nascere solo dal suo genio. Un genio che si esprime su più fronti, non solo in architettura, ma anche nel design, un genio poliedrico dotato di una buona dose di ironia che rende unico l’uomo e l’architetto Portaluppi.

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