Splendore e Santità

Nei giorni in cui la Chiesa ricorda il Santo patrono di Milano, visitare la Basilica di Ambrogio assume un significato ancor più profondo. È l’occasione per riflettere sulla figura di Ambrogio, giunto a Milano nel 370 quale consularis della provincia romana Aemilia et Liguria, ordinato vescovo della nostra città il 7 dicembre 374, per meriti “sul campo”, eletto Dottore della Chiesa. Ambrogio fu figura cardine della cristianità, strenuo difensore della “vera dottrina”, combatté gli eretici, tenne testa alle ingerenze in materia di fede dell’imperatore romano, caritatevole e severo insieme, fu quel sapiente predicatore che indusse alla conversione Agostino. La morte lo colse a Milano e qui, nella sua Basilica Martyrum, volle essere sepolto, vicino a quei martiri di cui  lui stesso rinvenne le spoglie. Ricorderemo tutto questo non solo visitando la Basilica ambrosiana, affascinante nella sua sobria veste architettonica romanica, ammirando i mosaici, il pulpito, il sarcofago paleocristiano detto di Stilicone, il tesoro raccolto nel “capitolino”, ma lo faremo in un modo speciale: accedendo all’area presbiteriale, avvicinandoci a quella meravigliosa opera di oreficeria altomedievale che è l’altare d’oro, dove, nella materia preziosa, sono narrate le storie di Cristo e le vicende di Ambrogio e che la maestria di Vuolvinio fissò nell’oro e nell’argento.

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