Ricordare Dante lasciando parlare i suoi versi così intensi e così vivi, alta espressione di una lingua tanto ricca e bella che è la nostra.
La Commedia: un viaggio immaginifico nell’Aldilà che è un viaggio di conoscenza nella profondità dell’animo umano.

Inferno V Canto
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona”
(vv. 103 – 105)
Inferno XXVI Canto
“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza“
(vv. 118 – 120)
Purgatorio XI Canto
“Oh vana gloria de l’umane posse!
com’poco verde in su la cima dura,
se non è giunta da l’etati grosse!
Credette Cimabue ne la pittura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura:
così ha tolto l’uno a l’altro Guido
la gloria de la lingua; e forse è nato
chi l’uno e l’altro caccerà del nido.
(vv. 91 – 99)
Paradiso XXXIII
“A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ’l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,
L’amor che move il sole e l’altre stelle”
(v. 142 – 145)

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