…con gli occhi di Renzo a Porta Nuova

Come è scritto nell’XI capitolo dei Promessi Sposi, Renzo entrò la prima volta a Milano da Porta Orientale, laddove, fuori dalle mura, si trovava il Lazzaretto. Era diretto al convento dei Cappuccini alla ricerca di fra’ Bonaventura, si imbatté nella “rivolta dei forni”, arrivò fino al Duomo, allora in piena costruzione, e rimase stupito da quella “gran macchina” che apparve ai suoi occhi… tutto questo lo ricordiamo.
Ma quel che forse ricordiamo meno è il secondo ingresso di Renzo Tramaglino a Milano, magistralmente raccontato da Manzoni nel capitolo XXXIV. Erano trascorsi due anni dalla sua prima venuta a Milano e quel che Renzo trovò era una città devastata dalla peste: “c’eran ordini severissimi di non lasciar entrar nessuno, senza bulletta di sanità”  Questa volta fece in suo ingresso  “dalla prima porta in cui si fosse abbattuto; se ci fosse qualche intoppo, riprender le mura di fuori, finché ne trovasse un’altra di più facile accesso
Quella porta era l’antica Porta Nuova, un varco presidiato da una guardia e lì accanto due monatti con il loro terribile carico di morte! Renzo cercava la casa di Don Ferrante dove avrebbe dovuto trovare la sua Lucia…
Ripercorrendo i suoi passi, ricorderemo quella Milano desolata, dove, chi ancora non era stato colpito dal morbo della peste, era chiuso in casa per ordine del Tribunale di Sanità, e osserveremo le trasformazioni della città di oggi. Porta Nuova, un tempo zona di periferia, oggi parte di un centro storico allargato, offre ancora notevoli spunti di riflessione, con le sue case operaie, che certamente Renzo non vide, con il Naviglio della Martesana oggi coperto, con edifici storici – come la Chiesa di San Marco – accompagnati dalle parole di Manzoni e, nella via omonima, concluderemo la nostra passeggiata lasciando Renzo, libero di proseguire il suo viaggio.

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