Suggestioni medievali nell’alto Lario

Escursione culturale curata e accompagnata da Marina Fassera e Paolo Rotticci

Tra i laghi lombardi il Lario spicca per la varietà degli scorci dovuti alla forma allungata e bipartita nei due rami meridionali, incastonato fra alte montagne o dolci declivi aperti su pianori.
In questo contesto naturale privilegiato, l’uomo si è insediato costruendo suggestivi paesini di pescatori, con le case dalle facciate colorate e viuzze acciottolate che si aprono lungo le rive soleggiate del lago. Grazie al clima e al paesaggio, il Lario è stato apprezzato sin dall’antichità dall’aristocrazia quale luogo di svago e ristoro per anima e corpo e lungo le sue sponde che fanno capo a Como e a Lecco, si costruirono numerose ville con lussureggianti giardini.
Ma c’è un altro volto meno conosciuto e altrettanto suggestivo: quello delle pievi e delle abbazie che nel Medioevo sono sorte a presidio del territorio e che oggi, laddove sopravvissute, mostrano il loro fascino antico carico di spiritualità.
Dedichiamo la nostra giornata alla scoperta di questo aspetto, ma non solo, nell’Alto Lario laddove il lago si forma grazie ai fiumi Adda e Mera, laddove il paesaggio si fa più selvaggio e i monti furono per secoli roccaforti naturali.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Mattina

La prima meta sarà il minuscolo santuario di SAN FEDELINO posto sul lago di Mezzola, all’imbocco della Valchiavenna, adagiato su una spiaggia con alle spalle la montagna scoscesa. Ci arriveremo dall’acqua, con una imbarcazione: sarà così ancor più suggestivo scoprire fra il verde della natura e il verde della superficie del lago questo piccola chiesa romanica, costruita con semplici pietre del luogo. Il suo aspetto è quello sobrio della prima architettura romanica, che dopo l’anno Mille rivestì l’Europa intera di “un candido manto di chiese”, scuotendola dalla “polvere dalle sue vecchie vesti” (Rodolfo il Glabro, monaco X-XI sec.). L’interno, un tempo decorato con coloratissimi affreschi, presenta ancora tracce pittoriche nell’abside con un grande Cristo pantocratore e Apostoli. La chiesa dedicata a San Fedele, martire del III sec., le cui reliquie vennero traslate a Como nel X sec., è un piccolo gioiello in un angolo di paradiso, una sorta di  oasi incontaminata tra la piana della Valchiavenna e l´Oasi Naturale del Pian di Spagna e del Lago di Mezzola.

Al termine della visita, spostandoci sempre attraverso il Lago raggiungeremo, GRAVEDONA. Elegante borgo tra i più affascinanti dell’Alto Lario, gode di una posizione strategica e panoramica al termine della Strada Regina che collega Como al nord Europa. Fu per questo terra di conquista dei Visconti, degli Sforza, dei francesi e infine degli spagnoli che costruirono una rocca. Fu anche un centro religioso importante per contrastare riforme ed eresie provenienti dal nord, per questo Gravedona è detta capoluogo delle “Tre Pievi”.
Visiteremo il centro storico, ricco di piazzette, vecchie abitazioni addossate le une alle altre, i resti delle antiche mura, vicoletti e ripide e interminabili scalinate che si tuffano nel blu del lago.

Tempo a disposizione a Gravedona per il pranzo libero

Pomeriggio

Visita alla Chiesa di Santa Maria del Tiglio e alla Parrocchiale di S. Vincenzo.
Le due chiese di trovano l’una accanto all’altra.
La CHIESA DI S. VINCENZO costruita su un edificio paleocristiano del V secolo, conserva l’antica cripta. L’attuale aspetto è frutto della radicale trasformazione dell’edificio romanico avvenuta nel corso del XVII secolo.
SANTA MARIA DEL TIGLIO è uno dei più begli esempi di romanico del comasco con la sua suggestiva architettura e la particolare facciata fatta di marmi bianchi e pietre nere e il campanile frontale. L’interno conserva un pavimento a mosaico e alcuni affreschi del XIV e XV secolo.
Ultima meta l’ABBAZIA DI PIONA. Il complesso cistercense dell’Abbazia di Piona fu costruito su un promontorio roccioso che degrada verso l’ultimo tratto del Lago. La chiesa abbaziale è piccola e sobria, ma estremamente suggestiva per l’incantevole posizione, per l’architettura che nella sua semplicità ci riporta indietro nei secoli. All’interno conserva alcune tracce degli affreschi che rivestivano le pareti della chiesa e del bellissimo chiostro, cuore del complesso abbaziale. In questo luogo di pace, silenzio e meditazione, ancora oggi si può ammirare il ciclo affrescato del calendario figurato che rappresenta il trascorre dei mesi e delle stagioni, con scene di vita quotidiana, il lavoro nei campi, le mansioni domestiche e figure allegoriche, oltre a Santi, di carattere popolare, ma di grande efficacia e di immediata comprensione.

Rientro a Milano previsto intorno alle ore 20.00 circa.

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