Dai “sopranisti” alle soprano. Storie di donne e di teatro

Nei giorni dedicati alla Donna, come ogni anno non perdiamo l’occasione per parlare dell’universo femminile. In un inedito itinerario eccoci a parlare di donne, di teatro e di Milano. Nelle sale del Museo Teatrale alla Scala, fra i cimeli, i ritratti, i documenti del teatro lirico più celebre al mondo, una storia che vede protagoniste indiscusse le donne che nei secoli hanno calcato le scene della Scala. Donne che si imposero nel mondo del melodramma, esprimendo quel Belcanto che è “fiore all’occhiello” della scuola italiana. Pur avendo origini nel XVI secolo, il Belcanto è tradizionalmente e intimamente legato all’Ottocento e alle opere romantiche di Rossini, Bellini e Donizetti. Un momento storico che vide i castrati, o sopranisti, perdere lo strapotere sul palcoscenico a favore delle grandi cantanti donne che, al di là della tecnica, furono capaci di portare in scena il sentimento e la potenza espressiva. Un tempo che vide trionfare alla Scala, e non solo, Maria Malibran, Isabella Colbran, e la divina Giuditta Pasta, Giuseppina Strepponi, cantante e seconda moglie di Verdi, Adelina Patti, Traviata insuperabile, Teresa Stolz prima Aida alla Scala … Una grande tradizione che andrà perpetuandosi nel Novecento nella scuola dei “nuovi compositori”, primo fra tutti Puccini con la sua grande interprete, Rosina Storchio, e nelle cantanti a noi più vicine dalla Callas, alla Tebaldi, alla Caballè…

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