IL VOLTO DI GENOVA NELL’ETÀ DI RUBENS: IL TRIONFO DEL BAROCCO
Una mostra, la città e i suoi sontuosi palazzi

IL VOLTO DI GENOVA NELL’ETÀ DI RUBENS: IL TRIONFO DEL BAROCCO

Una mostra, la città e i suoi sontuosi palazzi

Escursione culturale curata e accompagnata da Marina Firpo e Marina Fassera

 “In pochi altri luoghi d’ Italia si potrebbe mostrare eguale magnificenza, poiché in pochissimi si trovano gli ori, gli argenti, le gioie e drappi e le ricche suppellettili che si vedono qui, oltre i palazzi et habitationi regie, che non hanno pari altrove, ma soprattutto l’abbondanza del denaro contante”

Così scriveva Monsignor Agucchi al seguito del Card. Aldobrandini nel 1601.

Una città magnifica, forte di un prestigio di cui godette dall’inizio del Cinquecento, grazie all’indipendenza e autonomia che, diversamente da altre città italiane soggette a governi stranieri, le permisero di eccellere fino alla metà del XVII secolo.
La grande disponibilità di denaro, l’abilità dei banchieri genovesi aveva saputo sfruttare a proprio vantaggio l’inesauribile necessità di quattrini della Spagna fin dai tempi di Carlo V. Ma non solo: Genova la Superba, divenne il tramite dei commerci spagnoli nei Paesi Bassi, nel milanese, nella Germania. Qualcosa che era assolutamente congeniale alla vocazione mercantilistica dei genovesi.
Quando Rubens giunse a Genova nel 1600, ne restò affascinato e, nonostante la sua breve permanenza, il suo legame con la città e con i genovesi fu talmente forte che continuò a lavorare per le nobili famiglie genovesi per anni, ma soprattutto la sua pittura incise profondamente sull’arte e il gusto locale. Ancora nel 1622 il ricordo di Genova nel cuore dell’artista era   così vivo da spingerlo a pubblicare ad Anversa un libro sui “Palazzi di Genova” di cui decanta la bellezza, l’armonia, la qualità artistica che l’artista indica come modello per l’Europa.
È quanto ammireremo nella nostra giornata genovese dedicata al “SIGLO DE LOS GENOVESES” e a RUBENS celebrato in una mostra imperdibile a PALAZZO DUCALE

INSIEME VISITEREMO

Questa volta partiremo con il treno che più velocemente ci permette di giungere nel capoluogo ligure. Orario di partenza previsto – da riconfermare – ore 08:05 dalla Stazione Centrale di Milano
A Genova ci attende la straordinaria mostra a PALAZZO DUCALE “RUBENS E GENOVA”: da qui partiremo per parlare del gran pittore e del suo rapporto speciale con Genova, città che ammirò ed amò. Vi soggiornò in diverse occasioni tra il 1600 e il 1607, intrattenendo rapporti diretti, e in alcuni casi molto stretti, con i più ricchi e influenti aristocratici dell’oligarchia cittadina i Doria, Balbi, Imperiale, Spinola, Brignole-Sale, Pallavicino…
Nell’Appartamento del Doge e nella Cappella dogale più di 150 opere per ripercorrere la splendida stagione dell’arte della cultura genovese, di quel “siglo de los genoveses”, che fece di Genova una città splendente fino alla crisi dei contraccolpi della Rivoluzione Francese. Le opere di Rubens trionfano e lasciano il segno. Rubens è una figura chiave, la sua pittura esprime pienamente la poetica barocca a cui lui stesso diede inizio, attraverso l’intenso dinamismo emotivo e compositivo, il colorismo caldo e sensuale, la luminosità fluttuante, le forme opulente ed espanse … In mostra anche le opere degli artisti che vide e studiò, quali Tintoretto e Luca Cambiaso; colleghi che incontrò in Italia e in particolare a Genova durante il suo soggiorno, pittori fiamminghi come Frans Pourbus il Giovane, Jan Wildens e Frans Snyders.

Non solo dipinti… la mostra presenta disegni, incisioni, arazzi, arredi, volumi antichi, abiti, accessori femminili e gioielli a rappresentare la quotidiana opulenza della ricca oligarchia cittadina del Seicento.
Infine, non può mancare una riflessione sul volume che Rubens dedicò nel 1622 ai Palazzi di Genova. Lo scrisse, corredandolo di immagini, da Anversa: il ricordo della città era vivo in lui e volle celebrare “Le dimore bellissime e comodissime dei genovesi” dalla singolare e compatta struttura “a cubo”, pregevoli per comodità e razionalità piuttosto che per monumentalità, sono residenze di famiglia non corti principesche che “eccedono di grandezza, di sito e spesa, le facoltà di gentiluomini privati”.
Terminata la visita alla mostra, dopo aver avuto il tempo a disposizione per il pranzo libero, saranno proprio quei palazzi e la storia delle illustri famiglie che li abitarono, meta della nostra passeggiata genovese.
La VIA GARIBALDI, già Strada Nuova, e fino all’Ottocento conosciuta anche con il nome di Via Aurea (un nome che è in programma), è l’asse principale dello sfoggio della ricchezza dei nobili proprietari, non a caso entrata a far parte del Patrimonio Unesco dal 2006. Tale ricchezza non sta tanto all’esterno dove le facciate delle dimore sono eleganti ma austere, quanto all’interno, nella invenzione di articolate logge, nelle sequenze spettacolari di sale e vestiboli, negli splendidi affreschi e decori delle stanze, nelle ricche collezioni e quadrerie, nei giardini e ninfei inaspettati.
Visiteremo PALAZZO ROSSO, la secentesca residenza dei Brignole-Sala che chiude l’infilata di palazzi della Via Garibaldi, recentemente riaperto dopo anni di restauro. Una splendida dimora che riserva una sorpresa: è stato infatti reso accessibile al pubblico per la prima volta, il mezzanino che Anton Giulio II Brignole-Sale scelse come suo appartamento facendolo decorare ed arredare alla moda romana e francese: la sua alcova è memore del Bernini e della sontuosità di Versailles che Anton Giulio aveva visto durante le sue ambascerie.
Rubens e gli artisti presenti in città, l’ambizione di ricchi committenti fecero di Genova un centro fecondo di incontri e scambi culturali che cambiarono il volto di Genova, con imprese urbanistiche, architettoniche, artistiche: ecco “la Superba”. Fu Petrarca a chiamarla così facendo riferimento al suo aspetto e al suo carattere altero e orgoglioso, ma mai come nel Seicento, tale appellativo fu più appropriato per la regina del mare!

L’Italia è fondamentale per Rubens, così come Rubens per l’Italia: a lui si devono i primi segnali della nascita del Barocco che si diffonde in espressioni altissime in ogni regione. Un’ influenza che tutta la critica gli riconosce ed esalta al punto che Bernard Berenson ama definirlo “un pittore italiano”. I suoi rapporti con Genova, Mantova, Venezia e la sua vicenda romana ci permettono di ricostruire il filo che lo lega così profondamente alla cultura italiana, che resterà il tratto d’identità per tutta la sua produzione successiva.
Ed è appunto questo il leit motiv della mostra “Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco”: mettere in evidenza i rapporti di Rubens con l’arte antica e la statuaria classica e la sua attenzione verso i grandi maestri del Rinascimento come Tintoretto e Correggio e soprattutto a far conoscere la straordinaria influenza esercitata dal grande Maestro sugli artisti italiani più giovani, protagonisti del Barocco come Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, fino a Luca Giordano.

Partenza con treno dalla Stazione di Genova Principe alle ore 18.18 – da riconfermare – arrivo a Milano Stazione Centrale previsto intorno alle ore 19.44.

📆 Date DISPONIBILI

💷 Costo

  • Intero € 95,00

    Quota individuale

⏱ Durata

La durata del viaggio è di 1 giorno

✏ la quota comprende

  • A/R Treno Milano Centrale/Genova Principe/Milano Centrale posti riservati in seconda classe
  • Ingresso Mostra “Rubens a Genova” a Palazzo Ducale
  • Ingresso Palazzo Rosso
  • Visite condotte dalla nostra guida abilitata e storica dell’arte di Genova
    Accompagnatore/storico dell’arte di Artema
  • Sistema di microfonaggio con auricolare monouso
  • Assicurazione Europ Assistance

✏ NOTE

La mascherina FFP2 è obbligatoria sui treni, quindi dovrà essere utilizzata durante il viaggio.

🏁 LUOGO DI INCONTRO

ore 7.30: Stazione Centrale di Milano
(piazza IV Novembre, davanti all’Hotel Gallia)

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