Milano Mostre – Palazzo Reale

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Organizzata in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, l’esposizione affronta, per casi esemplari, come la rappresentazione della natura in Lombardia sia cambiata anche grazie a Leonardo, a come il Maestro ha saputo guardare con occhi nuovi la natura. Il genio toscano infatti, con il suo approccio scientifico, ha osservato con attenzione il mondo naturale e nei suoi disegni, oltre che nelle opere, ogni fiore, ogni stelo d’erba, è ritratto con l’intento botanico di chi supera la convenzione rappresentativa per riprodurre la verità. Viene da qui, da questo bagaglio, la vena naturalistica di tanta pittura lombarda, che porta alla nascita di un genere, quello della natura morta, presentata in mostra attraverso il confronto della Canestra di frutta del Caravaggio con il Piatto metallico con pesche di Giovanni Ambrogio Figino. Due primizie della natura morta occidentale, realizzate sullo scorcio del Cinquecento, in uno stretto giro d’anni da due pittori lombardi.  
Una mostra, non estesa, ma che offre spunti di riflessione sulla nascita di un genere pittorico che avrà tanto successo dal Seicento e  che presenta una rarità che pochi conoscono. Nella suggestiva Sala delle Cariatidi, in un allestimento coinvolgente, con un sottofondo fatto di suoni della natura reale e fra una “foresta” di lettere illuminate, è esposto uno dei più singolari cicli figurativi del XVII secolo: il Ciclo di Orfeo. Si tratta di 23 tele, normalmente esposte a Palazzo Sormani, ma di non facile accesso al grande pubblico, in cui si sviluppa il mito di Orfeo che ammansisce gli animali. Sono più di 200 gli animali diversi dipinti a grandezza naturale che si rincorrono in un paesaggio fluido e che a Palazzo Reale dialogano con mammiferi, uccelli, pesci, rettili e invertebrati provenienti dal Museo di Storia Naturale, dall’Acquario di Milano e dal MUSE di Trento. La pittura di natura si confronta con la natura vera!
Premessa di tutto questo un famoso codice tardogotico lombardo, l’Historia plantarum della Biblioteca Casanatense di Roma, ricco di centinaia di illustrazioni tratte dal mondo delle piante e degli animali, e un disegno di Leonardo da Vinci della Biblioteca Ambrosiana.  

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