A cura di Simona Lupinacci, storica dell’arte e guida di Roma

Giovedì in mostra… è un appuntamento al quale vi invitiamo per raccontarvi le più belle mostre in corso in Italia.
Lo faremo in diretta! Ognuno ci potrà seguire dalla propria casa utilizzando ZOOM, una delle piattaforme che in molti abbiamo imparato a conoscere nei tre mesi di isolamento; chi per il lavoro in modalità “smart”, chi per la didattica, chi per svago.

Nel V centenario della morte del divino Raffaello (1520-2020) Roma celebra l’artista con una mostra-evento alle Scuderie del Quirinale, organizzata con la collaborazione delle più importanti istituzioni museali e collezioni private al mondo, che hanno prestato opere eccezionali per dar vita ad un excursus sull’opera dell’artista completo ed affascinante.
Roma è città dove il giovane Raffaello spiccò il volo, un volo interrotto troppo presto a soli 37 anni. Era notte, era Venerdì Santo, quando morì. Spirò dopo alcuni giorni di febbre, una febbre “continua e acuta”, invano curata con ripetuti salassi. La sua morte destò scalpore e dolore sincero. Tutti avevano ammirato l’artista dotato di un grandissimo talento senza eccessi, l’architetto che negli anni romani dirigeva la fabbrica di San Pietro, il cultore di antichità al quale il pontefice, Leone X, riponeva il desiderio di vedere ricostruita la Roma dei Cesari.
La mostra parte da qui, dall’ultimo capitolo della vita di Raffaello. Noi faremo altrettanto, percorrendo a ritroso nel tempo la splendida carriera, sebbene breve, di uno degli artisti più amati e ammirati di tutti i tempi, divenuto un mito… Così recita l’epigrafe sulla sua tomba nel Pantheon:
“Qui sta quel Raffaello, mentre era vivo il quale, la gran madre delle cose temette d’esser vinta e, mentre moriva, di morire”

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