Mostra a Palazzo Reale

Henri de Toulouse, visconte di Lautrec, barone di Montfa, barone di Labruguière, barone di Ferrats, barone di Puy-Saint-Pierre, barone di Castayrac, signore della Roquette: questi i titoli di cui si fregiava colui che, a fronte di tale nobile discendenza, divenne per tutti il cantore della Belle Époque, dei locali equivoci e dei personaggi ambigui della Parigi Ville Lumière di fine Ottocento.
Una vita breve ma intensissima quella di Toulouse-Lautrec, segnata da un lato dall’agio aristocratico, dall’altro dalla malattia che lo segnò nel corpo, ma alla quale reagì con forza d’animo, con autoironia, attraverso il disegno e la pittura in cui mostrò vero talento. Fondamentale, perché questo talento si manifestasse, fu il trasferimento, dal paese natio di Albi, a Parigi, la formazione presso studi di pittori accademici, così come fondamentale, per la svolta della sua vita, di uomo e d’artista, fu la frequentazione dei locali notturni… Fra donne, alcol, spettacoli licenziosi, danze sfrenate, Henry trovò la sua via e l’ispirazione alla sua arte così nuova e originale. La sua pittura, ma ancora di più la sua grafica, che aprì alla modernissima arte del manifesto, hanno una immediatezza, una sintesi, una sensibilità memore delle stampe giapponesi, giunte a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, e sulle quali costruì il suo codice visivo. A questo si aggiunse l’uso intelligente della fotografia, nella fase progettuale, in un confronto continuo e realistico con il suo modello. Nacquero così le “icone” delle ballerine del can can e delle stelle effimere del Moulin Rouge, delle attricette che, con mimica esasperata, si fingono dive, dell’amore a pagamento, di un mondo, quello della Belle Époque che ebbe vita breve scontrandosi, nel nuovo secolo, con la tragedia della Grande Guerra… breve come la vita di Henry de Toulouse Lautrec che si spense quando ancora non aveva trentasette anni nel 1901.
A Palazzo Reale le famose affiches, i numerosi disegni, le opere pittoriche del Maestro in una mostra ricca ed imperdibile, curata da Claudia Zevi e dalla direttrice del Museo Toulouse Lautrec di Albi.

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