Milano Mostre – Galleria Bottegantica

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Ho conosciuto in Italia il maggior pittore vivente (John Singer Sargent)

Con questa espressione, un pittore, un collega, di Antonio Mancini (1852-1930) definì l’artista cogliendone il talento e la qualità. A lui è dedicata una bella mostra alla Galleria Bottegantica, attraverso capolavori, alcuni dei quali inediti al pubblico, che ripercorrono l’intera carriera dell’artista: dalla ritrattistica ufficiale, ai poveri bambini napoletani, agli autoritratti in cui mostra il suo entusiasmo giovanile e la sua maturità di uomo e di pittore. Mancini fu precoce nel mostrare un talento innato per il colore e la “bella forma”. Frequentò il Regio Istituto di Belle Arti e gli studi di colleghi importanti come Domenico Morelli, ma, trasferitosi a Napoli, fu la pittura napoletana del Seicento ad attrarlo, da Caravaggio, a Caracciolo, da Ribera, a Giordano …, da qui prese quelle luci e quelle ombre che magistralmente Mancini dosò nelle sue opere. E fu Napoli a stimolare la sua ricerca: percorrendo le strade della città, osservando la gente che le popolava, ed in particolare i bambini poveri. Furono loro a diventare presto i suoi soggetti prediletti, bambini così vivi e intensi nelle loro espressioni e nella miseria che li circonda. Antonio Mancini restituisce con la sua arte, uno spaccato di verità sorprendente, intrisa di luce, di ombre e di un colore materico brillante, fatto di una sperimentazione che Mancini conduce instancabilmente, utilizzando impasti corposi nati dall’inclusione insolita di vetro, lana e madreperla. Ne risulta un pittura intensa e vibrante di umori: Mancini fu un virtuoso del pennello, è vero, ma un virtuoso che non manca di profondità etica e formale insieme. Un artista sicuramente da conoscere o da riscoprire!

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