La passione, la purezza, l’antico, il primitivo nell’arte di Amedeo Modigliani e non solo

“Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.”

È racchiusa in questa frase di Modì l’essenza della sua opera, quasi interamente votata al ritratto, al nudo, alla bellezza e al mistero di volti dagli sguardi intensi e profondi, nonostante spesso privi di pupille. Un’arte pura, essenziale, modernissima e insieme antica, eterna nella sua eleganza formale assoluta. Una vita votata all’arte quella del bell’Amedeo. Una vita tormentata da demoni interiori che l’abuso di alcol e di droghe facevano emergere. Una vita breve (Modigliani morì a soli 36 anni) e ricca di amore.

“Dipingere una donna è possederla”. Le sue modelle, le donne affascinanti di Parigi, sono le protagoniste di molti suoi dipinti e poi lei, Jeanne Hébuterne, il grande amore, la passione, la condivisione totale nella vita e nella morte.

Per vivere tutto ciò, al Mudec, in una ‘Infinity room’  immagini proiettate, musiche, evocazioni e suggestioni, ricompongono l’universo di Amedeo Modigliani, pittore e scultore, in una immersione totale che coinvolge tutti i sensi del visitatore, un processo di fusione nelle atmosfere della Parigi di inizio Novecento, quella della decadenza morale e della fioritura culturale di cui Modì è espressione. Ma, prima di essere coinvolti nella Modigliani Art Experience, per capire quanto l’arte, i manufatti di paesi e civiltà lontani nel tempo e nello spazio dalla vecchia Europa, siano stati fondamentali nei percorsi artistici rivoluzionari dei Maestri delle Avanguardie del Novecento, di cui anche Modigliani fa parte, vi accompagneremo in un percorso nelle sale della collezione etnografica del Mudec. Il Museo delle Culture oggi, come il Museo del Trocadero di Parigi di un secolo fa, frequentato da tutti gli artisti di inizi Novecento, alla ricerca della forma pura non contaminata dalla civiltà occidentale. Oggetti e opere provenienti dall’America Latina preispanica, dalla lontanissima Oceania, maschere di legno africane, sculture cicladiche che incantarono Picasso, Matisse, Derain il giovane italiano Amedeo e che furono le pietre su cui costruire l’arte moderna.
L’ “Infinity room” chiude il nostro percorso. Qui vi lasceremo ammirare la proiezione a 360°, accompagnata da musica, delle immagini delle opere più significative dell’artista, in un gioco continuo di scomposizioni e rifrazioni tanto coinvolgente e avvolgente!

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