Siracusa e il suo Teatro, Agrigento e i suoi Templi

Viaggio curato e accompagnato dalla storica dell’arte Marina Fassera e in collaborazione con archeologi e storici del territorio
Organizzazione tecnica Frigerio Viaggi s.r.l.

E oltre l’Italia c’è la Sicilia, la terra più fiorente e bella che si conosca.
Là ci sono la possente Siracusa e Agrigento, Gela e Selinunte […]”

Con questa citazione attribuita ad Alessandro I d’Epiro che mostrava il mare Adriatico al nipote Alessandro Magno, lo scorso anno partimmo alla volta della scoperta della Sicilia Orientale, di siti archeologici meravigliosi dove si trovano le radici della civiltà greca in Italia.
Megálē Hellàs … un viaggio, una diaspora che spinse i greci, per diverse motivazioni, a lasciare la loro patria, portando con sé, lungo la rotta del Mediterraneo, la civiltà evoluta della polis.
Un viaggio quello dei Greci in Occidente che trasformò il mondo mediterraneo aprendo un’epoca nuova di straordinarie conquiste intellettuali e morali. In Grecia nacque la democrazia, la filosofia, l’arte raggiunse la perfezione e la bellezza sublime che rappresentano la virtù.
Questo è quanto i Greci ci hanno lasciato e, come lo scorso anno, filo conduttore del nostro viaggio, che è la seconda “puntata” di un racconto affascinante, è l’antichità greca, senza trascurare la bellezza naturale e paesaggistica e i monumenti di un passato più recente.
La Sicilia è una terra meravigliosa, una delle isole più belle, più grandi e più suggestive del Mar Mediterraneo e un viaggio in questa terra ti lascia suggestioni, emozioni uniche.
Lo scorso anno, tornando verso l’aeroporto che ci riportava a casa, esprimemmo il desiderio di ritornare… ed eccoci qui, pronti di nuovo a confrontarci con un passato così carico di fascino!

30/05 – 1° GIORNO – MILANO/CATANIA /SIRACUSA

Partenza da Milano Linate o Malpensa con volo previsto in mattinata e arrivo a Catania.
Operativo volo da confermare.

Arrivo del gruppo in aeroporto, transfer in bus riservato per SIRACUSA

Pranzo libero

Nel primo pomeriggio incontreremo Lucia, la nostra archeologa, che quest’anno ci guiderà alla scoperta di un volto insolito e poco conosciuto di Siracusa “La più bella e la più nobile tra le città greche” (Tito Livio)
Siracusa è una città bellissima dove il tempo sembra essersi fermato in bilico tra l’antichità, il Medioevo e il Barocco che caratterizza alcuni dei suoi palazzi e delle sue chiese. Un’eccezionale stratificazione di culture, arte, tradizioni.
Con Lucia passeggeremo nella suggestiva zona dell’ORTIGIA e ci inoltreremo nella GIUDECCA: la parte dell’Ortigia dove si stabilì la prima comunità ebrea in Sicilia arrivata dalla Palestina conquistata da Pompeo nel 59 a.C. Da quel momento, per i successivi quindici secoli, in un lungo periodo di serena convivenza, si stabilirono nell’isola migliaia di ebrei provenienti da tutto il Mediterraneo. Nel 1493 tutti gli ebrei siciliani lasciarono l’isola e a Siracusa l’intero quartiere di Ortigia si svuotò. Della Giudecca è sopravvissuto lo stesso reticolo viario di allora con le case basse, a uno o due piani, l’ospedale, la casa degli elemosinieri, il bagno rituale, l’antico miqweh, un sistema di vasche alimentate da acqua corrente, un tempo collegato all’ormai scomparsa sinagoga (dove c’è oggi la chiesa di San Giovanni Battista). Sono rimasti reperti quali lapidi ebraiche con iscrizioni e lucerne decorate con la menorah conservati nel Museo archeologico regionale Paolo Orsi.
Il MUSEO ARCHEOLOGICO PAOLO ORSI, che è tra i più importanti e prestigiosi musei d’Europa per la quantità e qualità di reperti, sarà la tappa imprescindibile per conoscere Συϱάϰουσαι, l’antica Siracusa attraverso reperti, manufatti, statue di grande bellezza.

“Avete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città greca, e la più bella di tutte.
Signori giudici, è proprio come dicono”
(Marco Tullio Cicerone, Verrem, II,4,117)

Al termine della visita, trasferimento con il nostro pullman in Hotel UNA HOTEL SIRACUSA****

Sistemazione nelle camere.

Transfer per il TEATRO GRECO per assistere allo spettacolo LE BACCANTI tragedia di Euripide scritta intorno al 406 a.C.
La stagione del 56° Festival al Teatro greco di Siracusa sviluppa il tema delle “verità nascoste” attraverso due tragedie di Euripide, Le Baccanti e Ifigenia in Tauride, e una commedia Le Nuvole di Aristofane. Le Baccanti sono un mosaico impossibile da comporre, dove ogni verità adombra il suo contrario, nell’Ifigenia in Tauride ogni realtà a cui si credeva si rivela falsa, Le Nuvole, dimostrano come ogni fede e certa “nuova cultura”, si rivelino illusorie.

Nelle Baccanti di Euripide la ricchezza di motivi è inesauribile e molti sono i livelli di lettura, più che in qualunque altro dramma antico. Si parla di ambiguità, di rompicapo, di manifesto religioso o culturale. Anche il racconto della vicenda può essere fatto in molti modi. Già nel prologo Dioniso arriva in Tebe presentandosi come un dio, o come il suo profeta, o come il vendicatore della madre cui fecero torti orrendi i Reali della città, o ancora come il capo di una nuova e sconvolgente religione di provenienza orientale. Oppure tutte queste cose insieme. Lo seguono le Baccanti d’Asia, lo fiancheggiano le Baccanti di Tebe, sue nuovissime seguaci, lo appoggiano il capostipite della casa regnante, Cadmo, con il vecchio profeta Tiresia. L’antagonista Penteo, giovane arrogante e potente, che nel corso di tre incontri con Dioniso perde ogni certezza e identità, se pure ha di fronte un uomo solo e disarmato. Pervaso da una leggera follia iniettatagli da Dioniso, travestito da donna per poter vedere indisturbato le Baccanti sui monti, Penteo alla fine viene ucciso dalla madre Agave, accecata da Dioniso e convinta di avere tra le mani un leone. A Cadmo smarrito che chiede il perché di tanta crudeltà, Dioniso replica che è quella la volontà di Zeus.

Non vi sono verità in questa tragedia, vi sono metamorfosi e rivolgimenti continui, chi era predestinato ad essere vittima diviene carnefice e viceversa, le illusioni si rincorrono…Qual è la verità? Dioniso è un dio, possiede dunque il potere di persuadere le donne, provocare un terremoto, fare miracoli. Oppure possiede solo la forza della parola, illude con il disegno di realtà diverse, è un ciarlatano alla fin fine,  se pure di capacità straordinarie. Quel che è nascosto, in questa tragedia, è il senso di inafferrabilità di qualunque credo, della vita stessa, la cui natura imprevedibile, che rovescia ogni verità che pareva acquisita, sta alla base stessa di questo capolavoro.

Al termine dello spettacolo cena in ristorante locale.
Transfer in Hotel e pernottamento.

31/05 – 2° GIORNO – VENDICARI E MARZAMENI

Prima Colazione in hotel.

Escursione giornaliera con pullman riservato a VENDICARI e MARZAMEMI
Una giornata all’insegna della bellezza naturale di un’oasi, quella di Vendicari, e di un borgo di pescatori, Marzamemi.
La Riserva naturale OASI FAUNISTICA DI VENDICARI è un’area naturale protetta che si sviluppa tra Noto e Marzamemi.
Passeggiando nella Riserva accompagnati da una esperta guida naturalistica, ne scopriremo la storia che affonda le radici nella Magna Grecia (V sec. a.C.), sono ancora presenti le rovine di alcune cave di pietra – latomie – da cui veniva estratto il materiale per costruire monumenti, abitazioni, e alcuni tratti dell’antica Via Elorina che collegava Siracusa e Gela.
La Torre Sveva e la Tonnara di Vendicari sono due testimonianze dell’importanza di Vendicari sia per respingere l’attacco saraceno, sia per la pesca del tonno rosso con la mattanza che è stata, fino a pochi decenni fa, una delle attività più proficue di tutta l’isola.
Flora (Macchia Mediterranea), fauna, arte, reperti archeologici, mare da sogno. Il cuore dell’Oasi è costituito dai Pantani, pozze d’acqua che si sono formate, e vengono costantemente alimentate, dall’acqua piovana e dalle acque salmastre marine tanto importanti che Vendicari è considerata una delle zone umide più importanti di tutta il Vecchio Continente. Proprio nei Pantani si fermano oltre 200 specie di uccelli migratori, i fenicotteri rosa sono di casa qui, che stazionano e nidificano, ogni anno, prima di partire per i loro lunghi viaggi verso il Sud del mondo.
MARZAMEMI famoso per la grande Tonnara, è un borgo dove in certi angoli il tempo sembra essersi fermato. Un luogo magico, una perla della Sicilia sudorientale con le sue spiagge dorate e il mare blu, la piazza assolata di un biancore accecante di una bellezza senza tempo, con le due chiese dedicate entrambe al santo patrono, San Francesco di Paola, il Palazzo di Villadorata e, tutt’attorno, le case dei pescatori, risalenti al 1600.

Pranzo incluso a Marzamemi.

Rientro a Siracusa e tempo libero per visite individuali.
Cena in hotel e pernottamento.

La sera del 31 maggio andrà in scena al Teatro greco di Siracusa la tragedia di Euripide Ifigenia in Tauride. Chi volesse partecipare a questa rappresentazione lo dovrà richiedere al momento dell’iscrizione al viaggio, in quanto si provvederà alla prenotazione dei posti. Il costo del biglietto, prenotazione inclusa, posto settore A-B-C-D, è di € 57,50.

01/06 – 3° GIORNO – PIAZZA ARMERINA/MORGANTINA/AGRIGENTO

Colazione in hotel e check-out.

Partenza con pullman riservato per la AGRIGENTO con visite alla VILLA DEL CASALE DI PIAZZA ARMERINA e al sito e MUSEO ARCHEOLOGICO di MORGANTINA.

Lasciamo Siracusa per raggiungere Agrigento, attraversando l’interno della Sicilia, fra le provincie di Enna e Caltanissetta e un paesaggio collinare sicuramente meno conosciuto di altri luoghi della regione. In questa giornata ci attende la visita di due siti di rara bellezza e importanza: Morgantina e la Villa del Casale di Piazza Armerina.
Ci accompagnerà in questa ulteriore tappa a ritrovo nei secoli, un’archeologa, Serena Raffiotta, che ci racconterà non solo la storia del suo territorio, ma anche del suo lavoro appassionante che l’ha vista protagonista dell’eccezionale recupero di reperti trafugati negli Anni ’70 e acquistati in modo illecito dal Paul Getty Museum di Malibù, da dove grazie a Serena, archeodetective, hanno potuto “far ritorno a casa”.
MORGANTINA è una città siculo-greca che si sviluppa su un’altura nei monti Erei dove domina dall’alto il fiume Gornalunga e la vallata sottostante. I suoi resti, immersi in un contesto naturalistico di grande bellezza, raccontano la storia di una città antichissima e gloriosa. Il museo di Aidone ospitato in una antica chiesa conserva gli acroliti più antichi del mondo (VI secolo a.C.), la celeberrima “Venere di Morantina”, terrecotte votive, reperti delle Terme di Morgantina di età ellenistica e il Tesoro di argento di Eupolemos.

Pranzo in agriturismo a Piazza Armerina.

Nel pomeriggio visita alla VILLA ROMANA DEL CASALE di PIAZZA ARMERINA.

Dai greci ai romani… la Villa Romana del Casale è l’esempio più bello di villa di lusso romana tardo-imperiale, celebre per la ricchezza e la qualità dei suoi mosaici (IV secolo d.C.), che vengono riconosciuti come i mosaici romani in situ più belli. Un vero tesoro musivo che testimonia le abitudini di vita della classe patrizia romana e mostra le influenze reciproche e gli scambi tra le culture nel Mediterraneo antico.
La villa si sviluppa in 48 ambienti (circa 3500 metri quadri di superficie) ricoperti da mosaici in perfetto stato, in cui sono rappresenta scene di vita quotidiana, eroi e divinità, scene di caccia e di giochi e le stupefacenti fanciulle “in bikini”.
Dal 1997 è annoverata fra i beni dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Al termine si riprende il viaggio alla volta di Agrigento.

Sistemazione in hotel ALBA PALACE **** a FAVARA

Cena libera e pernottamento

02/06 – 4° GIORNO –AGRIGENTO VALLE DEI TEMPLI – GIARDINO DI KOLYMBETRA

Colazione e partenza con il pullman riservato alla volta dell’area archeologica di Agrigento LA VALLE DEI TEMPLI.

Mai in tutta la vita ci fu dato godere una così splendida visione di primavera come quella di stamattina al levar del sol… Lo sguardo spazia sul grande clivo della città antica, tutto giardini e vigneti… verso l’estremità meridionale di questo altipiano verdeggiante e fiorito si vede elevarsi il Tempio della Concordia, mentre a oriente stanno i pochi ruderi del Tempio di Giunone (Wolfgang Goethe)

Spettacolare, sublime, grandiosa, affascinante, magica… la Valle dei Templi è una tra le più belle aree archeologiche d’Italia, la più grande del mondo, anch’essa Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Si trova dove nacque l’antica Akragas, il nucleo originario della città di Agrigento.
Son ben dodici gli edifici templari a cui i resti della Valle dei Templi appartengono, tre santuari, necropoli, opere idrauliche, fortificazioni, l’Agorà Inferiore e l’Agorà Superiore, un Olympeion e un Bouleuterion, la Via Sacra. Alcuni templi erano e sono davvero grandiosi. Il Tempio di Zeus, costruito dopo la vittoria degli agrigentini sui cartaginesi ad Himera; il Tempio di Era Lacinia, il Tempio della Concordia, quello meglio conservato di tutti… Visitare questo luogo è un’esperienza che ti trascina fuori dal tempo, che ti fa far un vero tuffo nel passato…

Il GIARDINO DI KOLYMBETRA

“Una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilità, somiglia alla valle dell’Eden o a un angolo delle terra promessa”.

Così il pittore e viaggiatore francese Richard de Saint-Non descriveva il Giardino di Kolymbetra alla fine del ‘700. Ancora oggi scendendo ai piedi della Valle dei Templi si rimane estasiati davanti alla sua bellezza paradisiaca.
Ulivi secolari, piante di agrumi, zagare, mandorli, fichi d’india e gelsi, profumi unici al mondo … Il degno completamento di una visita al Parco Archeologico della Valle dei Templi, dove riposare, cercare ristoro, contemplare il Tempio dei Dioscuri.
Il nome si riferisce alla grande vasca voluta dal tiranno Terone per raccogliere le acque che confluivano dalle gallerie artificiali, un bacino idrico “della grandezza di sette stadui […] vivaio di ricercata flora e abbondante fauna selvatica”, come scrive Diodoro Siculo nella Biblioteca Historica, I sec. a.C.

Pranzo libero in corso di visite.

Al termine delle visite rientro in Hotel e cena in ristorante tipico.

Pernottamento.

03/06 – 5° GIORNO – AGRIGENTO – AEROPORTO CATANIA

Prima colazione in hotel e check-out.

Prima della partenza per l’aeroporto di Catania, un’ultima visita dedicata a PIRANDELLO e uno sguardo alla SCALA DEI TURCHI.

Non possiamo lasciare Agrigento senza ricordare uno dei suoi figli più famosi LUIGI PIRANDELLO. Ci recheremo a pochi chilometri dal centro città nella località dove si trova la sua casa.

Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano di argille azzurre sul mare africano… Per uno spavento che s’era preso a causa di questa grande morìa, mia madre mi metteva al mondo prima del tempo previsto, in quella solitaria campagna lontana dove si era rifugiata

Così Pirandello giocando sul nome della contrada ove nacque, il 28 giugno 1867, e ci racconta la sua venuta al mondo. La “grande moria” fu dovuta ad una epidemia di colera che colpì in quell’anno la Sicilia e la solitaria campagna è la contrada di “Càvusu”, Caos, appunto, in provincia di Agrigento.

La casa gode di una vista bellissima sul mare, immersa nella natura, circondata dalla campagna e da piccoli sentieri. All’’ingresso il busto di Pirandello ci invita ad entrare nelle stanze dove si conservano arredi, manoscritti, stralci delle sue opere, lettere che lo stesso autore scrisse e ricevette da altri scrittori come Moravia e Grazia Deledda.

Il mare… uno sguardo all’azzurro mare della Sicilia, un’ultima emozione e un ultimo ricordo da portare con noi. Raggiungeremo la SCALA DEI TURCHI, la bianca falesia a strapiombo sul mare lungo la costa di Realmonte. Un nome curioso che secondo una leggenda era il luogo dove riparavano le navi turche e lungo la “scala naturale” nella roccia i predatori ottomani raggiungevano i luoghi lungo la costa per saccheggiarli.

Pranzo libero in corso di escursione.

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