Milano Mostre – Museo Archeologico

Il Pantheon egizio è fatto da una tale moltitudine di divinità dalle forme più diverse: talvolta divinità antropomorfe si incrociano con animali, talvolta sono gli animali stessi ad essere considerati divini, oppure è la natura stessa ad essere divinizzata, in primis il fiume Nilo. Il Faraone, figlio di Ra, è lui stesso divino, in quanto emanazione del dio sulla terra.  E’ complesso muoversi in questo mondo e spesso è difficile interpretare i segni, le facoltà e i poteri di tutte queste divinità.
La mostra al Museo Archeologico cerca di fare chiarezza illustrando il significato delle immagini divine di questa straordinaria civiltà, spiegando la relazione tra l’uomo e il divino, nella vita quotidiana come nell’Aldilà. Attraverso reperti, sarcofagi, rilievi funerari, amuleti si entra nell’universo spirituale e concettuale dell’antico Egitto, che ha elaborato in modo originale una propria visione del cosmo e del ruolo che in esso è riservato tanto all’uomo quanto agli dèi.
Tra tutte le divinità, un particolare approfondimento riguarda Nut, dea del cielo, della notte, dell’acqua … Una figura femminile che con le sue grandi ali di uccello protegge l’uomo nel momento del passaggio dalla vita alla morte, non a caso è spesso dipinta nei coperchi dei sarcofagi. Secondo il mito, Nut al tramonto inghiotte il Sole che, durante la notte attraversa il suo corpo, per poi venir nuovamente da lei partorito, all’alba di ogni giorno.  Le stelle che ricoprono il corpo di Nut sono dèi e anime di defunti che nuotano come pesci oppure navigano su barche a vela nell’immensità blu del cielo notturno, che gli Egizi immaginavano come una grande distesa di acqua. I capelli di Nut sono la pioggia. Le sue mani e i piedi i punti cardinali. In molte preghiere per i morti, è proprio a lei che ci si rivolge, chiedendole conforto e protezione.

 

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