I tesori delle necropoli egizie e un’inedita esperienza immersiva

A cura di Anna Nebuloni, archeologa e storica dell’arte, guida di Milano

“Fra il profondo silenzio, la pesante lastra si sollevò. La luce brillò nel sarcofago.
Ci sfuggì dalle labbra un grido di meraviglia, tanto splendida era la vista che si presentò ai nostri occhi: l’effige d’oro del giovane re fanciullo”  (Howard Carter, 1924)

Le parole di Carter ci restituiscono la trepidante attesa e l’emozione dell’eccezionale scoperta nella Valle dei Re della tomba di Tutankhamon, il più famoso dei faraoni nonostante sia stato un re fanciullo ed abbia regnato pochi anni, coadiuvato da un consiglio di reggenti. Fu la scoperta della sua tomba, pressoché inviolata, a renderci nota la figura di questo giovane faraone e a mostrarci l’immenso tesoro che lo accompagnò nel viaggio dell’Aldilà.
Nella mostra di Palazzo Reale si racconta di Tutankhamon, del suo viaggio “oltre le tenebre”, ma più in generale si racconta della concezione dell’Aldilà degli antichi egizi, attraverso una selezione di preziosi reperti provenienti dalle Collezioni civiche milanesi, che pochi conoscono, dal Museo Archeologico di Firenze e da musei e collezioni private. Per la prima volta si potrà ammirare riunito il cosiddetto “Corredo Busca” che comprende una mummia con il suo sarcofago e un interessantissimo papiro lungo 7 metri, conservato nell’Archivio dell’Ospedale Maggiore, databile alla XIX-XX dinastia e recuperato poco prima del 1850 dal marchese Carlo Busca nel corso dei suoi scavi. Saranno esposti la splendida statua del dio Amon, con le sembianze del giovane Tutankhamon, concessa in prestito dalla Fondazione Fritz Beherens; un raro frammento di rilievo proveniente dalla mastaba di Seshemnefer a Saqqara; mentre dal Museo August Kestner di Hannover arriveranno le due teste di figurine funerarie attribuibili alla controversa figura del sovrano Akhenaton, padre di Tutankhamon, e a cui si deve una riforma religiosa da molti considerata la prima forma di credo monoteista della storia.
Un vero tuffo nel mondo egizio a cui vi introdurremo per poi lasciarvi al godimento personale della mostra che termina con un’esperienza immersiva dove a guidare i visitatori saranno “le voci” di Howard Carter e di Tutankhamon stesso, attraverso immagini e animazioni.
Una piccola, ma interessante mostra che è anche un viaggio di millenni che si snoda lungo le rive del Nilo, partendo da Tebe e giungendo nella Valle dei Re. Un percorso narrativo fondato su un solido impianto egittologico grazie al prestigioso Comitato Scientifico, presieduto da Miroslav Barta e composto da Zahi Hawass, Christian E. Loeben, Liam McNamara e Gabriele Pieke.

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