Luci e ombre della storia nella fastosa Villa Reale di Monza

Voluta da Maria Teresa d’Austria come residenza di campagna per il figlio, l’arciduca Ferdinando, la Villa Reale di Monza venne costruita dall’architetto Giuseppe Piermarini, allievo di Luigi Vanvitelli, tra il 1778 e il 1780. La Villa è un’imponente e scenografica costruzione di due piani dall’impianto a U, immersa nel parco recintato più grande d’Europa.
Nata come simbolo di magnificenza e prestigio della corte asburgica, la principesca dimora seguì le vicissitudini storiche del periodo: con l’arrivo dei francesi divenne una delle dimore preferite di Eugenio di Beauharnais e con la restaurazione asburgica l’arciduca Rainieri, appassionato botanico, dotò il parco di rare ed esotiche essenze arboree. Infine, con il neonato Regno d’Italia, la Reggia divenne proprietà di Umberto I e Margherita, primi e ultimi inquilini sabaudi della residenza che, dopo il regicidio avvenuto non molto distante dalla Villa, venne praticamente abbandonata.
Seguendo un percorso che privilegia la famiglia reale, visiteremo gli Appartamenti sabaudi, gli unici ambienti dove si respira, grazie agli arredi e alle suppellettili conservate, l’aria della nobile dimora dove si consumarono le vicende private della coppia fra luci ed ombre. Le luci sfavillanti della vita pubblica, durante i ricevimenti a corte e nell’apparenza dovuta ai sudditi. Le ombre e i dolori nel privato, che proprio qui a Monza si consumò tra gli incontri amorosi del re con la sua amante, Eugenia Attendolo Bolognini (la Bella Bolognina), e che terminò con l’assassinio di Umberto I il 29 luglio del 1900 per mano dell’anarchico Bresci.
Nel luogo dove il Re trovò la morte venne costruita la Cappella Espiatoria, su progetto dell’architetto più in auge del periodo, Giuseppe Sacconi, già autore del Vittoriano. A completare il nostro percorso, visiteremo questo grande monumento celebrativo che rimane ad imperitura memoria dei giorni che sconvolsero Monza, portandola alla ribalta delle cronache e che resta, da un punto di vista architettonico, un magnifico esempio di eclettismo.

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