L’asse di Porta Orientale – oggi Corso Venezia – è sempre stata una delle strade di accesso alla città più importanti. Anticamente zona del suburbio, nella seconda metà del Cinquecento fu inglobata nella città attraverso la costruzione delle mura spagnole, di cui rimane traccia lungo i bastioni. Manzoni racconta l’ingresso di Renzo a Milano da Porta Orientale alla ricerca del convento dei Cappuccini. Qui nel Settecento austriaco si assistette ad uno sviluppo edilizio ed urbanistico proseguito senza soste fino al secolo scorso: da un lato i nobili palazzi dalle sobrie facciate neoclassiche, che nascondono in realtà sontuose sale decorate con affreschi e stucchi, dall’altro ampie zone verdi che sono polmoni di ossigeno indispensabili in una città preda del traffico, a fine Ottocento la borghesia in questa zona impose il nuovo stile Liberty ispirato alla natura, infine il nuovo piano urbanistico degli anni del regime, sventrò Piazza San Babila, laddove comincia l’asse di Porta Orientale, con presenze architettoniche di impronta razionalista.
Una passeggiata ricca di storia, di spunti di riflessione, di arte.

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