Giotto fra la fine del Duecento e i primi decenni del XIV sec. rivoluzionò la pittura, aprendola alla natura, alla verità, alla umanità. Diede spessore psicologico e presenza fisica alle figure, intuì per primo le leggi prospettiche che solo un secolo dopo di lui vennero codificate. Milano, che accolse Giotto nel 1336 presso la corte di Azzone Visconti, lo accoglie nuovamente esponendo nelle sale di Palazzo Reale (lo stesso dove l’artista affrescò una Gloria mondana rimasta memorabile ai contemporanei, e a noi sconosciuta perchè distrutta!) 13 opere che segnarono la sua carriera e la storia della pittura. Un’occasione imperdibile per rinnovare la conoscenza dell’artista, per parlare della pittura a cavallo tra Due e Trecento, per rievocare il fascino di un tempo lontano.

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