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Agenzie – Tour Operator

Musei e Palazzi Storici

VILLA NECCHI CAMPIGLIO

Il fascino “discreto” della Borghesia

Villa Necchi Campiglio, progettata negli anni Trenta da Piero Portaluppi, rappresenta un modello emblematico dell’abitare borghese milanese del primo Novecento. Sorprendente per la sua collocazione nel cuore della città, la villa unisce sobrietà razionalista all’esterno e raffinata eleganza negli interni, ampi e luminosi, affacciati su un giardino con piscina e campo da tennis. Portaluppi coniuga rigore architettonico e gusto raffinato, creando un ambiente esclusivo ma armonioso. La dimora riflette la personalità dei proprietari – Gigina Necchi, la sorella Nedda e Antonio Campiglio – che, pur nel privilegio, seppero mantenere discrezione, dedizione al lavoro e un “savoir faire” volto a valorizzare la crescita e il prestigio dell’Italia.

LA MACCHINA TEATRALE DELLA SCALA

dietro le quinte del “primo teatro al mondo”

Una visita avvincente che svela il “dietro le quinte” del Teatro alla Scala di Milano, il tempio dell’opera lirica. Il percorso conduce nel cuore del teatro: dal Palco Reale, dove si percepisce il fascino dell’epoca, ai palchi storici con specchi, stucchi e pitture originali, fino alla moderna tecnologia del palcoscenico rinnovato. Ci si immerge nella grande macchina teatrale, prendendo posto tra i loggionisti in Galleria, per poi proseguire nelle sale del Museo Teatrale. Qui cimeli, strumenti musicali, ritratti e curiosità raccontano la storia della Scala, dei suoi protagonisti – celebri e meno noti – e dell’affascinante mondo del melodramma milanese.

ARMANI SILOS

Le meravigliose creature di Giorgio Armani

Nella zona Tortona, ex quartiere industriale oggi trasformato in polo culturale, l’Armani/Silos celebra il genio creativo di Giorgio Armani. L’edificio, costruito nel 1950 come magazzino per cereali e caratterizzato dalla curiosa forma ad alveare, ospita oggi un museo di 4.500 metri quadrati su quattro piani. Una selezione di 600 abiti e 200 accessori racconta quarant’anni di stile inconfondibile: rigore, semplicità e armonia delle geometrie. Anche l’architettura riflette questi valori, rendendo il Silos un’icona contemporanea. A completare la visita, un archivio digitale conserva bozzetti, fotografie e schede tecniche, documentando l’universo Armani dal prêt-à-porter all’Alta Moda, stagione dopo stagione.

PALAZZO CLERICI

Il trionfo del Rococò nella galleria del Tiepolo

Palazzo Clerici è una delle dimore nobiliari più affascinanti di Milano, solitamente poco accessibile, ma custode di un capolavoro settecentesco: la Galleria affrescata da Gianbattista Tiepolo. Il maestro veneziano, tra i più celebrati del suo tempo, giunse a Milano attratto da prestigiose committenze, lavorando anche a Palazzo Archinto, Palazzo Casati-Dugnani e alla Cappella di San Satiro in Sant’Ambrogio, fino a realizzare il soffitto della Galleria di Palazzo Clerici, considerato la sua opera più straordinaria. Con straordinaria creatività, Tiepolo trasforma lo spazio in un teatro fantastico: figure mitologiche e allegoriche fluttuano in un cielo luminoso, tra squarci di luce e colori brillanti, dando vita a un trionfo di eleganza rococò.

LA CASA-MUSEO POLDI-PEZZOLI

Una nobile dimora e la sua ricca collezione

Le Case-Museo costituiscono una tipologia unica: non sono semplici contenitori di opere d’arte, ma abitazioni che conservano arredi, oggetti, collezioni preziose e l’atmosfera intima dei loro abitanti. Tra queste spicca la dimora di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, nobile e raffinato collezionista. Appassionato di armi e armature antiche, collezionò anche dipinti dei grandi Maestri del Rinascimento, da Mantegna a Botticelli, da Pollaiolo a Piero della Francesca, accostati a manufatti preziosi come il celebre Tappeto di Caccia persiano del 1542, firmato Ghyas el Din Jami. Una casa, una storia e un vero tesoro di bellezza da esplorare e vivere.

IL MUSEO DI MILANO

La città, il costume, la moda, l’immagine

Il Museo di Milano occupa una dimora nobiliare settecentesca, conservata con ambienti originari, affreschi, stucchi, arredi e suppellettili d’epoca. Le sue sale offrono un viaggio nel volto della città che non c’è più, attraverso vedute di pittori tra XVII e XIX secolo, tra memoria e nostalgia. Dal palazzo prendono vita anche esposizioni temporanee dedicate alla collezione di abiti e accessori dei Musei Civici: crinoline, busti rigidi, sete e pizzi raccontano la storia del “vestire” e della moda, campo in cui Milano ha sempre esercitato un ruolo da capitale indiscussa.

LA CASA-MUSEO BAGATTI-VALSECCHI

Il gusto dell’abitare e del collezionare, il sogno dei fratelli Bagatti Valsecchi

Le Case-Museo non sono semplici contenitori d’arte, ma vere abitazioni che conservano arredi, suppellettili e collezioni, mantenendo intatto il fascino dell’intimità domestica e lo spirito dei loro abitanti. Un esempio straordinario è il Palazzo Bagatti Valsecchi di Via Gesù, aperto al pubblico nel 1994 con lo slogan: “Accogliente come una casa, interessante come un museo, intrigante come un’avventura”. Costruito nell’Ottocento dai fratelli Bagatti Valsecchi, il palazzo riflette il gusto rinascimentale, con mobili, oggetti e opere d’arte selezionati tra mercati antiquari ed esposizioni internazionali. Visitare la dimora significa entrare in un “nido” unico, dove bellezza, storia e passione si fondono in un’esperienza intensa e suggestiva.

IL MUSEO TEATRALE ALLA SCALA

La storia, i ricordi, i protagonisti del “primo teatro al mondo”

Il Museo Teatrale alla Scala, nato un secolo fa accanto al celebre teatro definito da Stendhal “il primo al mondo”, conserva cimeli, ritratti di compositori e cantanti, testimonianze storiche che permettono di ripercorrere la storia della Scala dal Settecento a oggi. Il percorso, affascinante e ricco di curiosità, si snoda fra le sale del museo, arredate come un’antica dimora nobiliare, e gli spazi accessibili al pubblico del teatro, dal Foyer Toscanini ai palchi, offrendo una completa esperienza del melodramma, dei suoi protagonisti e della magia di uno dei teatri più prestigiosi del mondo.

LA COLLEZIONE PERMANENTE DEL MUDEC

Viaggio nelle culture extra Europee

Dopo aver esplorato il Mudec come spazio di mostre temporanee, il percorso continua nella collezione etnografica permanente, cuore del Museo delle Culture, ricavato dall’ex area industriale Ansaldo in zona Tortona. Le sale ospitano manufatti e opere d’arte di civiltà lontane: America preispanica e amerindiana, Giappone Momoyama e Meiji, Cina Ming, Africa sub-sahariana e Oceania. La raccolta, donata tra Ottocento e Novecento da esploratori, missionari e collezionisti, comprende oltre 7000 pezzi, selezionati per offrire uno sguardo sulle culture antiche con cui l’Occidente ha avuto contatti, prezioso strumento per comprendere il mondo multirazziale di oggi.

LA GALLERIA D’ARTE MODERNA

Libri, lettori, scrittori e poeti tra otto e novecento

Tra Otto e Novecento Milano diventa crocevia di arti e lettere: artisti e scrittori rivoluzionano la cultura, dal Romanticismo alle Avanguardie, con tappe come la Scapigliatura e il Futurismo, fino alla seconda metà del Novecento. Nei musei cittadini emergono lettrici assorti, amanti intenti a leggere lettere, funzionari immersi in leggi e decreti, e ritratti di autori come Manzoni o Gilbert Clavel. Alcuni pittori furono anche scrittori, altri figli di letterati; la parola scritta compare nei manifesti, ispira quadri o diventa protagonista di opere dedicate alle biblioteche. Un itinerario che unisce immagini e parole, guidato da una storica dell’arte di Artema.

IL MUSEO DEL NOVECENTO

dalle avanguardie storiche agli anni settanta

Il Museo del Novecento propone un percorso di 4.000 mq dove si susseguono, senza soluzione di continuità, le opere di un intero secolo: dai Maestri delle Avanguardie storiche agli esponenti di movimenti più recenti come Informale, Spazialismo, Arte Programmata e Arte Povera. Forme d’arte che talvolta stupiscono o confondono, ma che appartengono alla nostra contemporaneità e meritano di essere conosciute. La visita si sviluppa lungo la scenografica rampa elicoidale che conduce alla cima della torre dell’Arengario, offrendo una splendida vista sul Duomo, dominato dal celebre Neon di Lucio Fontana, esposto alla IX Triennale di Milano del 1951.

MUSEO DEL DUOMO

Un museo da ri-scoprire

Visitare il Museo del Duomo significa scoprire Milano attraverso il suo monumento simbolo, unico per complessità e ricchezza artistica. Poco conosciuto ma straordinario, il museo restituisce nuova vita alle opere della Cattedrale: sculture in marmo, arazzi preziosi, vetrate e oreficerie del Tesoro. Dopo anni di restauro, le sale offrono un volto moderno e coinvolgente, con luci e allestimenti che valorizzano ogni dettaglio. Il modellone in legno e la Madonnina risplendono, permettendo al visitatore di comprendere la grandiosità del Duomo e di vivere un’esperienza completa, affascinante e indimenticabile.

IL FASCINO E LA MAGIA DELLE ANTICHE CIVILTÀ

La cultura greca dal mito all’immagine

Il percorso al Museo Archeologico ci conduce nel cuore dell’arte greca, espressione di una civiltà che fece dell’uomo il centro del mondo. Per i Greci, Τέχνη non era solo piacere estetico, ma principio filosofico in cui il bello si unisce all’utile e al bene della πόλις. Miti, leggende, teatro e poesia narrano eroi e divinità impegnati contro il Destino – μοῖρα –, esprimendo virtù, passioni e intelligenza. Attraverso ceramiche della Grecia e della Magna Grecia, la visita guidata da una grecista offre uno sguardo sulla cultura, la storia e la spiritualità di un’arte eterna e modellante per i secoli successivi.

IL MUSEO DIOCESANO

I tesori e l’Adorazione dei Pastori del Perugino

Il Museo della Diocesi Ambrosiana, poco conosciuto ma di grande fascino, custodisce il ricco patrimonio artistico della Chiesa milanese, testimone di fede e bellezza cristiana. Realizzato di recente a partire da un progetto degli Anni Trenta, si sviluppa intorno ai chiostri del convento domenicano di Sant’Eustorgio, legato al vescovo Eustorgio e all’arrivo delle reliquie dei Re Magi a Milano. La visita offre uno sguardo su pittura, oreficeria e su opere moderne come i gessi di Lucio Fontana realizzati per la V Porta del Duomo, un percorso che intreccia storia, arte e spiritualità.

LA CASA-MUSEO BOSCHI-DI STEFANO

La passione di due collezionisti

L’appartamento dei Boschi Di Stefano, all’apparenza simile a molte dimore borghesi milanesi, custodisce una collezione straordinaria di arte moderna. Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, collezionisti appassionati, vi raccolsero opere di Sironi, Funi, Marussig, Casorati, Guttuso, Morandi, De Chirico, Carrà, Campigli, Savinio, Fontana, Dova, Baj e Piero Manzoni, spaziando dal gruppo Novecento all’Informale, dagli anni Venti agli anni Sessanta. La collezione, nata dalla passione e non dallo status, trasforma l’appartamento in un “museo abitato”, dove la vita dei proprietari e il loro impegno per l’arte moderna si rivelano come patrimonio unico, intimo e irripetibile, da scoprire e vivere.

LE COLLEZIONI DEL CASTELLO SFORZESCO

La storia del mobile italiano nelle collezioni dagli Sforza al moderno Design

Il Castello Sforzesco, simbolo di Milano, custodisce collezioni d’arte spesso poco note ma di grande valore. Un ciclo di visite guida alla scoperta di sei secoli di storia del mobile italiano: dalle sale della “Corte e della Chiesa”, con cassoni nuziali e sculture lignee, alle Wunderkammern tra Cinque e Seicento, stipi in legni preziosi arricchiti da avorio e pietre. Si ammirano poi intagli barocchi e rococò, raffinati arredi Liberty e dell’Ottocento storico, fino al XX secolo, con pezzi unici firmati da designer come Gio Ponti e Sottsass, espressione del genio e dell’eccellenza del Made in Italy.

LE COLLEZIONI DEL CASTELLO SFORZESCO

Gli Arazzi dei Mesi del Bramantino

Il Castello Sforzesco, oltre a essere uno dei simboli più celebri di Milano, custodisce collezioni d’arte ancora poco conosciute ma straordinarie. In un ciclo di visite, si ammirano manufatti e opere di grande pregio. Il primo incontro avviene nella Sala della Balla, antica sede di feste ducali e partite di pallacorda, dove sono esposti i dodici Arazzi dei Mesi, disegnati da Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, e tessuti a Vigevano all’inizio del Cinquecento per Gian Giacomo Trivulzio. Gli arazzi formano un calendario figurato che rappresenta il tempo dell’uomo, il lavoro e le feste, con immagini vivaci e scenografiche, arricchite dal linguaggio complesso ed ermetico del Bramantino.

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