Gruppi e Associazioni

Arte e Fede

LA BASILICA DI SANT’AMBROGIO

Alle radici della Chiesa Ambrosiana

Il fascino del romanico, la sobrietà delle linee, il caldo colore del cotto e il mistero del medioevo si respirano nella Basilica di Sant’Ambrogio, la chiesa milanese che più di altre ha conservato intatto il suo volto antico. Fondata dal patrono nel IV secolo su un’antica area cimiteriale e dedicata ai Martiri, fu ricostruita tra IX e XII secolo, assumendo l’aspetto romanico a tutti noto. All’interno custodisce capolavori come il mosaico absidale, il ciborio, il pulpito, il Tesoro, ma su tutti splende l’Altare d’Oro di Vuolvinio, rara opera di oreficeria altomedievale, posto sopra la cripta che accoglie Sant’Ambrogio e i martiri Gervasio e Protaso. La visita consentirà un accesso eccezionale all’area presbiteriale.

SAN MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE

La storia e l’arte della più bella chiesa milanese del cinquecento

A dispetto della sobrietà della facciata che si affaccia su Corso Magenta, San Maurizio al Monastero Maggiore è una delle chiese più affascinanti di Milano, sorprendente per ricchezza e bellezza. Varcata la soglia si è immersi nello splendore degli affreschi cinquecenteschi di Bernardino Luini e della sua bottega, restituiti dal recente restauro ai loro colori luminosi. Ogni superficie muraria diventa parte di un ciclo pittorico che trasforma la chiesa in uno scrigno prezioso. La sua storia affonda nelle origini del monastero benedettino femminile di clausura, detto Maggiore per prestigio e autorevolezza. Durante la visita scopriremo arte, storia, restauro e gli spazi monastici oggi inglobati nel Museo Archeologico.

LA SINAGOGA DI VIA DELLA GUASTALLA

Milano Sconosciuta

Tanto c’è da scoprire in una Milano spesso guardata distrattamente, soprattutto nelle vie meno battute e nei luoghi nascosti che raccontano storie dimenticate. Nel cuore di Porta Vittoria, antica Porta Tosa, dietro il Tribunale e Palazzo Sormani, si trova Via della Guastalla, con un passato affascinante. Qui nel XVI secolo Paola Lodovica Torelli, Contessa di Guastalla, fondò un Collegio destinato a fanciulle nobili decadute e prive di mezzi. Poco distante sorge la Sinagoga, progettata da Luca Beltrami e inaugurata nel 1892, danneggiata in guerra e poi ricostruita. La nostra visita svelerà non solo l’edificio, ma anche la storia degli Ebrei a Milano, le festività ebraiche e i legami con le altre religioni monoteiste.

PASSEGGIANDO TRA LE GUGLIE DEL DUOMO

Il volto suggestivo della città vista dall’alto

Tra i primati del nostro Duomo, da sempre simbolo di Milano, c’è quello di essere l’unica cattedrale gotica percorribile sui tetti in tutta la sua estensione: centinaia di metri quadri per scoprire le meraviglie e le curiosità che cela il Duomo.
Una passeggiata al cospetto della Madonnina, fra le 135 guglie, le migliaia di statue, i trafori marmorei, i doccioni, gli scorci arditi, per vedere da vicino tutto ciò che dal basso sfugge e per osservare il brulichio e la vita della città che scorrono ai piedi della nostra Cattedrale.

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PASSIONE

Gioiello del cinquecento milanese

In prossimità della Settimana Santa proponiamo una visita alla Chiesa di Santa Maria della Passione, costruita a fine Quattrocento sul luogo di una cappella con affresco della Pietà, antica meta di pellegrini. È uno dei più solenni edifici sacri milanesi, splendido esempio di tardo Rinascimento con l’imponente tiburio ottagono di Cristoforo Lombardo. La dedicazione “alla Passione” richiama il tema pasquale, espresso da sculture, decorazioni, cappelle e dagli otto dipinti dell’ottagono che formano una drammatica Via Crucis con iscrizioni profetiche. Ammireremo anche la sala capitolare, capolavoro di Ambrogio Bergognone, con affreschi, tavole e un cielo stellato. Accanto sorge il Conservatorio Giuseppe Verdi, con il suggestivo chiostro porticato.

IL DUOMO NEI SECOLI

dalle origini Paleocristiane all’epoca viscontea

Non c’è monumento come il Duomo che unisca grandiosità, ricchezza e una storia secolare, specchio della Milano nei suoi momenti di splendore e di crisi. Per questo proponiamo un ciclo di incontri per conoscerne la storia, l’arte, i personaggi e le curiosità. Nel primo appuntamento esploreremo le radici antiche dell’area episcopale, visitando gli scavi archeologici sotto il sagrato, con i resti della Cattedrale di Santa Tecla e del Battistero di San Giovanni ad Fontes. Ripercorreremo poi le vicende progettuali e costruttive del grande cantiere, nato nel 1386 sotto Gian Galeazzo Visconti, che vide maestranze europee dar vita a un capolavoro unico e grandioso.

LA CRIPTA DEL SANTO SEPOLCRO

Milano sconosciuta

Milano non smette mai di stupire, svelando sorprese che ci raccontano la sua storia secolare, fatta di colori, luci e sfumature del passato. Questa volta ci conduce nella cripta sotto la Chiesa del Santo Sepolcro, rimasta nascosta per decenni e oggi tornata a vivere, testimone della fede e della storia, come fulcro della civitas romana e “palestra dello Spirito Santo” per San Carlo. Nel quartiere occidentale ripercorreremo le vicende che portarono i Celti Insubri a fondare Midlan, trasformata in Mediolanum romana, e scopriremo il Foro, le trasformazioni dal XII secolo e la fondazione della Chiesa dedicata al Santo Sepolcro. Proseguiremo tra le strade storiche fino a Via Gorani, con la Torre medievale e i resti di domus romane e del palatium.

LA BASILICA DI SANT’EUSTORGIO

La leggenda dei Re Magi

La Chiesa di Sant’Eustorgio è uno dei luoghi di culto più antichi e importanti di Milano, legata alla leggenda dei Re Magi, i cui corpi furono portati in città dal vescovo Eustorgio, ricevuti in dono dall’Imperatore. Nel XII secolo Federico Barbarossa trafugò le sacre spoglie, portandole a Colonia, dove ancora oggi riposano in un sepolcro aureo. All’inizio del Novecento alcune reliquie furono restituite, rafforzando il culto di Sant’Eustorgio. La visita ripercorrerà la storia dei Magi tra leggende e fonti evangeliche, fino alla Cappella Portinari, interamente affrescata da Vincenzo Foppa, che custodisce l’Arca marmorea di San Pietro Martire, capolavoro di Giovanni di Balduccio, risalente al 1339, esempio straordinario dell’arte gotica lombarda.

IL QUARTIERE GARIBALDI E SAN SIMPLICIANO

Angoli nascosti e volto popolare della vecchia Milano

Porta Garibaldi, un tempo Porta Comasina, era un antico borgo rurale fatto di vecchie case, attività artigianali e piccolo commercio, sviluppatosi attorno a importanti presenze religiose come la Basilica di San Simpliciano e la Chiesa dell’Incoronata. Oggi la zona ha acquisito un fascino “modaiolo” e le vecchie case sono diventate ambite dimore. Tuttavia è ancora possibile riscoprire la memoria del passato percorrendo strade meno battute, osservando palazzi nascosti e angoli poco conosciuti. La Basilica di San Simpliciano, voluta da Sant’Ambrogio e dedicata alle Vergini, conserva intatta l’impronta paleocristiana, arricchita da inserimenti romanici, offrendo ai visitatori un esempio prezioso della storia religiosa e architettonica di Milano, tra suggestione antica e fascino discreto.

SAN MICHELE SUL DOSSO E SAN BERNARDINO ALLE MONACHE

Milano sconosciuta: luoghi di fede, di arte, di storia

Vicino alla celebre Basilica di Sant’Ambrogio sorgono due chiese poco conosciute: San Michele sul Dosso e San Bernardino alle Monache. San Michele, sorta nel Medioevo su un terrapieno lungo il Naviglio interno, fu chiesa di un monastero femminile agostiniano e oggi è Casa Madre delle Suore Orsoline di San Carlo. Al suo interno si trova un affresco cinquecentesco di scuola lombarda e una versione della Vergine delle Rocce, attribuita a Francesco Melzi, discepolo di Leonardo. Qui dimorò anche il poeta Petrarca nel 1353. Poco distante, San Bernardino alla Monache, costruita in cotto e parte di un antico monastero femminile, fu recuperata dopo decenni di abbandono; al suo interno si ammirano affreschi tardoquattrocenteschi di scuola foppesca.

SANTA MARIA PRESSO SAN SATIRO

Bramante e la svolta rinascimentale nell’architettura lombarda

Donato Bramante, erede di Brunelleschi e Leon Battista Alberti, arrivò a Milano ai tempi di Ludovico il Moro e rivoluzionò l’architettura cittadina, inaugurando il Rinascimento milanese. Con la Chiesa di Santa Maria presso San Satiro e, pochi anni dopo, la Tribuna di Santa Maria delle Grazie, pose le basi dell’architettura classica in una città ancora dominata dallo spirito gotico del Duomo, inventando un “mirabile artificio” prospettico che ancora stupisce i visitatori. San Satiro, piccolo gioiello rinascimentale incastonato nel tessuto medievale, custodisce altre meraviglie: il sacello omonimo altomedievale, il gruppo scultoreo in terracotta del Compianto sul Cristo morto e la sacrestia, luminoso spazio raffinato che racchiude tutto il fascino classico bramantesco.

L’ABBAZIA DI CHIARAVALLE E IL SUO MULINO

“Ora et labora”

Risalendo le terre irrigue della “bassa” si scopre un autentico gioiello di arte e spiritualità: l’Abbazia di Chiaravalle. Fondata nel 1135 dai Cistercensi al seguito di San Bernardo, i monaci trasformarono paludi e campi in una fertile pianura, dominata dalla celebre torre nolare, la “Ciribiciaccola”. Per secoli centro monastico di grande prestigio, oggi l’Abbazia regala quiete e contemplazione. Le sue eleganti strutture in cotto, gli affreschi preziosi e il suggestivo chiostro raccontano le giornate scandite da preghiera e lavoro secondo la Regola “Ora et Labora”. L’annesso Mulino, restaurato di recente, conserva il sistema molitorio originale e si affaccia sul cortile dove un tempo sorgevano cascine e giardini di semplici, combinando storia, didattica e memoria viva del passato.

IL SANTUARIO DI SANTA MARIA DEI MIRACOLI PRESSO SAN CELSO

Santa Maria dei Miracoli presso San Celso da sempre è uno dei più popolari santuari di Milano. Il culto si lega alla presenza del corpo del martire Celso, sepolto qui da S. Ambrogio, e ad un miracolo che vide un’immagine di Maria animarsi. A Lei fu dedicata la nuova grande chiesa iniziata alla fine del XV secolo, annessa a San Celso, e affacciata su Corso Italia con un ampio quadriportico cinquecentesco che accoglieva i pellegrini che accorrevano sul luogo del miracolo. Ancora oggi l’immagine della Madonna miracolosa, ormai sbiadita dal tempo, è meta delle novelle spose che, secondo una tradizione risalente al Cinquecento, lasciano qui il proprio bouquet di fiori per propiziare la nuova famiglia.

LA CHIESA ROSSA DI SANTA MARIA ALLA FONTE

e Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa

Non una semplice chiesa, ma un antico complesso da scoprire: chiesa, canonica, portico, stalla, cascina. Lungo il Naviglio Pavese, nel XII secolo, un monastero benedettino femminile diede vita a questo luogo, oggi sopravvissuto alle trasformazioni del quartiere. All’interno, gli affreschi frammentari di scuola giottesca raccontano un passato ricco e devoto, mentre l’esterno sobrio custodisce silenziosamente secoli di storia. Poco distante, la moderna Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, costruita negli anni Trenta da Giovanni Muzio, sorprende con l’intervento dell’artista Dan Flavin: tubi al neon rossi, verdi, blu e oro trasformano lo spazio, evocando l’alternarsi del giorno e infondendo all’edificio un’aura di trascendenza che richiama le antiche chiese bizantine.

I QUADRONI DI SAN CARLO BORROMEO NEL DUOMO DI MILANO

Cavolavori della pittura del Seicento

Visitare il Duomo a novembre significa ammirare il ciclo dei Quadroni di San Carlo Borromeo, esposto ogni anno il 4 novembre in onore del Santo più amato dai milanesi. Si tratta di 56 grandi teleri (6 x 4,75 m), dipinti a “sguazo”, che narrano la vita e i miracoli di San Carlo, durante e dopo la sua esistenza. Appesi fra i piloni della navata centrale e del transetto, i quadroni trasformano la Cattedrale in un grande palcoscenico, permettendo di rivivere il suo impegno instancabile nel soccorrere i sofferenti, la testimonianza autentica del Vangelo, le privazioni affrontate e l’opera durante epidemie e dominazione spagnola. Un capolavoro del Seicento lombardo, ancora poco conosciuto ma da non perdere.

LA CHIESA DI SAN MARCO

Con gli occhi di Caravaggio

La Chiesa di San Marco, situata all’incrocio della Martesana con la cerchia interna del Naviglio, fu centro spirituale e intellettuale della città. Oggi l’edificio mostra un palinsesto secolare: dalla fondazione medievale e lo Studium agostiniano, agli interventi cinquecenteschi e alla facciata neogotica ottocentesca di Maciachini. Qui Caravaggio ammirò opere fondamentali, come il trittico di Antonio Campi, la Morte della Vergine, gli affreschi tardo manieristi di Giovan Pietro Lomazzo e altri capolavori lombardi che influenzarono la sua rivoluzione pittorica, fondata sulla verità e sull’aderenza alla natura.

LA CHIESA DI SAN FEDELE

Sorta su un edificio più antico, la riedificazione di San Fedele fu voluta dal cardinale Carlo Borromeo come sede del nuovo Ordine dei Gesuiti. Affidata all’architetto Pellegrino Tibaldi, già capomastro del Duomo, la chiesa divenne modello della Controriforma, nel cuore della Milano cinquecentesca, accanto a Palazzo Marino e alla casa di Leone Leoni. L’interno elegante presenta otto confessionali scolpiti e importanti pale d’altare, tra cui l’Incoronazione di Maria di Ambrogio Figino, la Trasfigurazione di Bernardino Campi e la Deposizione di Simone Peterzano, maestro di Caravaggio. Curiosità: Alessandro Manzoni frequentava assiduamente San Fedele, dove subì la caduta che ne causò la morte, e la chiesa accolse le suppellettili di Santa Maria alla Scala, diventando il “Santuarietto delle ballerine della Scala”.

LA BASILICA PALATINA DI SAN LORENZO

La storia antica e lo splendore dei suoi mosaici

Il 10 agosto si celebra San Lorenzo, il diacono romano martirizzato nel III secolo, le cui lacrime sono ricordate simbolicamente dalle stelle cadenti. La Basilica a lui dedicata, tra le più antiche di Milano, forse fu basilica palatina nell’antica Mediolanum. La sua mole imponente e l’impianto centrale grandioso la rendono solenne e severa: le quattro torri-campanili la assimilano a una fortezza. All’interno, la chiesa conserva l’antica spiritualità dei primi secoli del Cristianesimo, testimoniata dai mosaici paleocristiani, rari e preziosi, sopravvissuti nonostante mutilazioni e perdite dei marmi policromi originari. La visita permette di scoprire la storia del santo, il significato dei mosaici e la suggestione di un edificio che racconta secoli di devozione e arte milanese.

IL SANTUARIO DI SARONNO

Tra Fede, Storia e Arte

Il Santuario di Saronno, nato a seguito di un miracolo, nei secoli è stato teatro di numerosi eventi straordinari riconosciuti da parte di Pontefici, da ultimo Giovanni Paolo II (1998), che hanno parificato il Santuario alle sette Basiliche di Roma. Oltre a questa fama, l’edificio è un’architettura preziosa al cui interno si trovano capolavori di scultura e pittura (Bernardino Luini, Lanino, Procaccini …). Sopra a tutti il coro celestiale dipinto da Gaudenzio Ferrari nel 1534: un tripudio festante di bellissime figure angeliche che, dalla cupola, cantano e suonano più di cinquanta strumenti musicali diversi, una visione paradisiaca ricca di colori e di gioia.

LA BASILICA DI SAN NAZARO IN BROLO

Una passeggiata nell’antico quartiere romano tra Piazza Missori e Via Porticata rivela un’area centrale di Milano ricca di storia e curiosità poco note. Partendo dai resti dell’abside di San Giovanni in Conca fino alla Crocetta, si incontrano palazzi storici e tracce della prima presenza milanese dei Templari, nel cosiddetto “Brolo”. Qui, nel IV secolo, Sant’Ambrogio fondò la basilica Apostolorum, dedicata anche a San Nazaro, lungo la strada porticata che accoglieva chi entrava a Mediolanum dalla via imperiale. San Nazaro, ricostruita in stile romanico nell’XI secolo, conserva nel lapidarium iscrizioni e resti di un cimitero paleocristiano. L’accesso avviene attraverso la severa Cappella Trivulzio, mausoleo cinquecentesco di Gian Giacomo Trivulzio, protagonista della conquista francese del Ducato.

SANTA MARIA ALLA FONTANA

Il Santuario e la sua acqua miracolosa

L’Isola, quartiere a nord di Milano, è oggi simbolo della città moderna con Porta Nuova e il Bosco Verticale, ma conserva tracce del passato: un tempo borgo separato dalla ferrovia, con forte presenza operaia e il vecchio cimitero della Mojazza, dove fu sepolto il poeta Giuseppe Parini. Tra le sue strade sopravvive un gioiello rinascimentale poco conosciuto: Santa Maria alla Fontana. Fondata nel 1507 forse per un voto del governatore francese Charles d’Amboise, guarito dalla cecità grazie all’acqua miracolosa della fonte, la chiesa accolse pellegrini e malati, diventando un punto di riferimento per la città. Oggi conserva il volto rinascimentale con pianta centrale, simmetria classica, muri in cotto, affreschi leonardeschi e la fonte ancora visitabile.

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