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Gruppi e Associazioni

Quartieri e luoghi suggestivi

IL PARCO SEMPIONE E LA TORRE BRANCA

Un’oasi verde tra storia e arte

Alla ricerca di verde e pace nella città caotica, senza dimenticare storia e arte, il luogo ideale è il Parco Sempione. Centralissimo, carico di storia, conserva architetture e opere distribuite nel verde: da un lato il maestoso Castello Sforzesco, dall’altro l’Arco della Pace, eretto per celebrare l’astro di Napoleone e rimasto a ricordare la pace dopo il Risorgimento. Al centro la severa mole del Palazzo dell’Arte, e qua e là monumenti, scorci suggestivi, atmosfere che evocano il gusto romantico dei giardini inglesi. Infine, per ammirare il tutto dall’alto, skyline compreso, si sale sulla Torre Branca, un tempo Littoria: 108 metri di abilità ingegneristica, sfida e testimonianza del progresso di un secolo fa.

LA CA’ GRANDA

Il glorioso albergo dei poveri

Il 1° aprile 1456, con diploma firmato dal duca Francesco Sforza, nacque la Ca’ Granda: un moderno ospedale, efficiente e di grandi dimensioni, che sostituiva le vecchie istituzioni cittadine gestite da enti ecclesiastici. L’atto mostra lo Sforza uomo di fede, preoccupato della salvezza sua e della duchessa Bianca Maria, ma la fondazione fu anche un’abile mossa politica per ingraziarsi popolo e città conquistata. Qualunque fossero le motivazioni, Milano si ritrovò un “fiore all’occhiello” della sanità: un nosocomio in grado di curare i poveri e accogliere gli esposti, progettato dal Filarete con spazi razionali, attenzione all’igiene e funzioni innovative. Per secoli la Ca’ Granda fu modello esemplare, luogo di dolore e guarigione sostenuto anche da numerosi benefattori.

LA STREGONERIA NELLA CITTÀ DI MILANO

Milano sconosciuta

“Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle” (Voltaire). Milano non è città dell’occulto come Praga o Torino, ma anche qui non mancano segreti, lati oscuri e leggende, a partire dal mito della scrofa mediolanuta che avrebbe propiziato la nascita di Midlan. Nel nostro percorso parleremo di stregoneria, fenomeno diffuso nelle valli alpine ma presente anche a Milano, guidati da fonti e documenti d’archivio. È una storia drammatica, frutto di ignoranza e superstizioni, che parte dal Decretum Gratiani del XII secolo, attraversa l’Inquisizione e giunge al secolo dei Lumi. Scopriremo una Milano diversa, dal volto oscuro, seguendo le vicende di Sibilla Zanni, Pierina Bugatis, Lucia da Lissono e molte altre sventurate.

I GIARDINI DELL’ETERNITÀ

La simbologia della morte e della vita eterna

La “città dei morti” parla di speranza, di una vita oltre la morte, di riscatto ed eternità, mistero che si svela solo varcando una soglia “altra”. Lo leggiamo negli epitaffi delle tombe più antiche, che raccontano virtù e umanità di chi attende la promessa della vita eterna. Lo vediamo nei simboli che ornano i sepolcri: porte che si aprono sull’infinito, fiori come omaggio e vita, piramidi antiche forme di memoria, colonne spezzate, clessidre “tempus fugit”. Raramente teschi e scheletri: prevale il senso dell’amore per la vita. Il Monumentale è “giardino dell’eternità”, occasione di continue scoperte che, tra sepolcri noti e meno noti, ci guideranno alla ricerca di simboli ancestrali sul mistero della morte.

DONNE PERDUTE E CASE DI TOLLERANZA A BRERA

Storia e memoria nell’antico quartiere

“Inviamo a lei questa lettera Signora Senatrice Merlin, onde possa avere un’idea chiara della sincerità dei fatti che avvengono in questa casa di tolleranza…” Così iniziava, nel 1958, una lettera firmata da “sventurate ragazze”. Da allora è passato oltre mezzo secolo, ma il nostro percorso a Brera ci porterà ancora più lontano, in un excursus storico sulla prostituzione, dall’antica Roma all’epoca moderna. Un modo diverso per conoscere Milano, le sue strade, tradizioni, persino certe espressioni idiomatiche, attraverso una storia “minore” che racconta miseria, ignoranza, usi e costumi quotidiani. Un viaggio nei luoghi della prostituzione milanese, tra i “fiori chiari e i fiori scuri” di Brera, dove un tempo convivevano mondi diversi, separati eppure vicini.

NAVIGARE A MILANO

La storia dei Navigli a pelo d’acqua

I Navigli milanesi nacquero nel Medioevo con funzioni di difesa e irrigazione, ma soprattutto come efficienti vie d’acqua per merci e persone. Nell’Ottocento esisteva persino un servizio di “corriere” con orari e fermate, che collegava la campagna a Milano e favoriva lo sviluppo dei borghi rivieraschi. Scavare chilometri di trincee e curarne la manutenzione fu un’impresa ardua e costosa, ma determinante per l’economia e la crescita della città. Milano fu così “città sull’acqua”, anche se in tempi moderni gran parte del sistema idrico venne cancellato. Oggi resta la memoria, ma anche una nuova navigazione turistica: lungo il Naviglio Grande fino alle Canottieri e ritorno in Darsena, con passeggiata finale tra scorci nascosti.

CIMITERO MONUMENTALE

I “giardini dell’eternità”

“All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?”
(U. Foscolo, Dei Sepolcri, 1-3)

Più di 250.000 mq, più di 220.000 abitanti nella “città dei morti” che è il nostro Monumentale. Luogo unico, definito non a torto “museo a cielo aperto”: numerosi i monumenti ad opera di grandi maestri della scultura e dell’architettura fra Otto e Novecento. Non solo, attraverso cappelle, sepolcri, o semplici lapidi, si ripercorre la memoria delle famiglie che hanno fatto la storia del nostro Paese, la memoria dei protagonisti dell’arte, della letteratura, della musica, dell’imprenditoria, della politica del tempo passato o più recente.

TRAM STORICO

lungo i tracciati delle antiche mura e delle nuove strade di Milano

“Sapessi come è strano …” il refrain di una nota canzone o forse verità?
Quante cose “strane” si possono vivere a Milano? Una su tutte: ritagliarsi del tempo per fare i turisti nella propria città, facendosi trasportare da un sestiere all’altro, da una piazza all’altra, a bordo di uno sferragliante vecchio tram degli Anni Venti, dal quale guardare la città brulicante di vita, con il quale recuperare la memoria, e un po’ anche la nostalgia, di quanto non c’è più.
Un racconto avvincente della storia di Milano, dei suoi monumenti, delle sue bellezze, del suo passato e del suo presente.

PORTA GARIBALDI E PORTA NUOVA

La città che sale tra passato e presente

In una passeggiata scopriremo l’antica Porta Garibaldi e la recente Porta Nuova con i suoi spettacolari grattacieli. Due mondi contrastanti convivono fianco a fianco: da un lato la vecchia Milano popolare delle case di ringhiera, dei cortili animati da botteghe, delle strade percorse da cavalli e carretti, oggi trasformata dalla “movida” cittadina; dall’altro la Milano audace e moderna dei grattacieli, sorta dove per decenni regnarono il degrado e le industrie dismesse del Novecento. Due realtà recuperate alla vita dei milanesi: il passato che riaffiora in forme nuove, il presente che si esprime attraverso un’urbanistica ed edilizia polifunzionale ed ecosostenibile, simbolo di una città in continuo cambiamento e proiettata verso il futuro.

CHIOSTRI E CORTILI DENTRO LE ANTICHE MURA

Milano sconosciuta

Milano è una città che si è molto trasformata nel tempo, in virtù del suo essere da sempre motore economico dell’Italia, città della modernità e del progresso per antonomasia. Eppure, nonostante l’espansione urbana al di fuori delle mura, nonostante i piani regolatori del Novecento che hanno sventrato il centro storico, nonostante le distruzioni belliche, Milano ha saputo conservare un volto nascosto, riservato e discreto … quello dei cortili e dei chiostri. Luoghi celati dietro le facciate di nobili palazzi, di residenze borghesi, di chiese talora non più aperte al culto.

CHIOSTRI E CORTILI NELL’ANTICA PORTA TOSA

Milano sconosciuta

Milano è una città che si è molto trasformata nel tempo, in virtù del suo essere da sempre motore economico dell’Italia, città della modernità e del progresso per antonomasia. Eppure, nonostante l’espansione urbana, nonostante i piani regolatori dell’Otto e del Novecento che hanno sventrato il centro storico, nonostante le distruzioni belliche, Milano ha saputo conservare un volto nascosto, riservato e discreto… quello dei cortili e dei chiostri. Luoghi celati dietro le facciate di nobili palazzi, di residenze borghesi, di chiese talora non più aperte al culto.

LA RINASCITA DEL QUARTIERE TORTONA

Milano che cambia

Milano non smette di stupire. Accanto ai monumenti, alle chiese e ai musei storici, la città valorizza il proprio recente passato, un tempo abbandonato e degradato. Non solo Porta Nuova o la Bicocca, ma anche l’ex quartiere industriale di Porta Genova e Tortona ha rinascita recente. In una passeggiata tra Stazione Porta Genova, Via Savona, Via Tortona e Via Bergognone scopriremo fabbriche dismesse, edifici industriali e corti operaie trasformati in showroom, locali di tendenza, poli culturali e spazi di moda e design. Laddove un tempo sorgevano grandi industrie, oggi ci sono Nestlé, Deloitte, l’NH Hotel, il Silos Armani, il Laboratorio del Teatro alla Scala, il Museo delle Culture: un esempio di recupero, riqualificazione e riconversione urbana.

L’ACCADEMIA DI BRERA

A spasso per la Milano sconosciuta

Brera è molto più della celebre Pinacoteca: è un’istituzione culturale secolare, fiore della cultura artistica milanese. Le sue radici affondano nel Medioevo, quando gli Umiliati vi impiantarono attività manifatturiere; nel Trecento sorse la Chiesa di Santa Maria di Brera, di cui restano poche tracce. Nel Cinquecento i Gesuiti trasformarono il luogo in centro culturale, costruendo il Palazzo con cortile e scalone scenografico di Francesco Maria Richini. Dopo la soppressione dei Gesuiti nel 1772, Maria Teresa d’Austria riorganizzò Brera: Osservatorio Astronomico, Biblioteca, Orto Botanico, Accademia di Belle Arti e a seguire  anche una Pinacoteca. In questa visita esploreremo l’Accademia, i gessi di sculture antiche, le aule didattiche, l’Aula Magna e la Sala Teresiana, ammirando busti, statue e testimonianze dei maestri e degli artisti che hanno fatto la storia.

CITTÀ STUDI

La città del sapere

Ogni giorno attraversiamo Milano senza fermarci a osservare ciò che ci circonda: palazzi antichi, resti di un passato inglobati nella città moderna. I nostri percorsi invitano a guardare e comprendere Milano attraverso la narrazione di ciò che fu e ciò che è. Questa volta esploreremo il quartiere “Città Studi”, sede di importanti istituzioni universitarie. Tutto iniziò nel 1915 con le “Cascine doppie”, quando furono avviati padiglioni per Politecnico, Scuola di Agricoltura, Istituti clinici, Accademie artistiche e scientifiche. Passeggiando scopriremo il “Cremlino” dallo stile sovietico, il Politecnico di Piazza Leonardo Da Vinci, i Regii Istituti di Agraria e Veterinaria, la Facoltà di Architettura di Ponti e Portaluppi e la Piscina Romano. Un percorso tra storia, urbanistica e architettura, dagli anni del regime fino a oggi.

CHIOSTRI, CORTILI E CURIOSITÀ A PORTA VERCELLINA

Milano sconosciuta

Porta Vercellina ha antiche origini, certamente non facili da ritrovare in una città fortemente trasformata. Entro i suoi confini si trovano importanti presenze, come la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, il nobile Palazzo Litta o il Palazzo delle Stelline… Da qui partiremo in un percorso che si allungherà verso Via Meravigli e Foro Bonaparte alla scoperta della storia, delle curiosità, degli edifici di quelle strade dove spesso ci troviamo a passare distratti e “di corsa”, senza che ci si accorga delle bellezze che celano.

LUNGO IL NAVIGLIO GRANDE

dalla chiesa doppia di San Cristoforo a “Porta Cicca”

Una passeggiata lungo l’Alzaia del Naviglio Grande per scoprirne la storia e le curiosità partendo da un gioiellino quale la chiesa di San Cristoforo. Questa suggestiva chiesa, doppia perchè due furono le fondazioni nate una accanto all’altra, testimone di un antico culto, con i suoi rossi mattoni e i colori un po’ svaniti dei suoi affreschi, si affaccia proprio sul Naviglio Grande le cui acque, “venute da lontano”, entrano in città e danno vita, giunte alla Darsena, al ramo del Naviglio Pavese.
Alle luci del tramonto, lungo le sponde dei canali, la storia secolare, gli umori e i colori della vecchia Milano, città nata e cresciuta sull’acqua, una Milano perduta nel tempo che faremo rivivere nel sogno nostalgico e retrospettivo al ritmo lento e silente del fluire del Naviglio.

MILANO SOTTERRANEA

Reperti antichi, battisteri e cripte medievali

Milano ha una storia millenaria, una storia che l’ha vista sempre protagonista, una storia che, secolo dopo secolo, ha lasciato traccia di sé soprattutto nel sottosuolo, dove si nascondono aree e resti non sempre di facile accesso e approccio. In un percorso che parte dagli scavi sotto il sagrato del Duomo, che si snoda nelle gallerie della metropolitana per terminare sotto Piazza Missori, nella cripta di San Giovanni in Conca, ricuciremo gli strappi di una trama affascinante e misteriosa di quasi duemila anni di storia della nostra città.

CHIOSTRI E CORTILI NEL CENTRO STORICO

Milano sconosciuta

Milano è una città che si è molto trasformata nel tempo, in virtù del suo essere da sempre motore economico dell’Italia, città della modernità e del progresso per antonomasia. Eppure, nonostante l’espansione urbana, nonostante i piani regolatori dell’Otto e del Novecento che hanno sventrato il centro storico, nonostante le distruzioni belliche, Milano ha saputo conservare un volto nascosto, riservato e discreto… quello dei cortili e dei chiostri. Luoghi celati dietro le facciate di nobili palazzi, di residenze borghesi, di chiese talora non più aperte al culto.

LA GALLERIA VITTORIO EMANUELE II

La Milano di fine ottocento vista dall’alto

Le fondamenta della Milano moderna risalgono al periodo postunitario, quando la città assunse un ruolo trainante nell’Italia unita, forte della borghesia imprenditoriale, dello spirito laborioso e intraprendente e della generosità dei milanesi: “Milan col coeur in man” non è solo uno stereotipo. In un percorso tra Piazza Cordusio e le strade limitrofe scopriremo la trasformazione urbanistica e architettonica del cuore della città: dallo sventramento della Milano medievale, di cui resta Piazza dei Mercanti, ai palazzi del potere economico e finanziario, fino alla Galleria Vittorio Emanuele, impresa di grande innovazione. La visita termina con la salita ai camminamenti della Galleria, per ammirare dall’alto l’architettura di Mengoni e lo skyline dell’Ottocento milanese e oltre.

INTORNO ALLA STAZIONE CENTRALE

Oltre i bastioni

Ogni giorno attraversiamo Milano senza fermarci a osservare ciò che ci circonda: palazzi antichi, resti di un passato inglobati nella città moderna. I nostri percorsi invitano a guardare e comprendere Milano attraverso la narrazione di ciò che fu e ciò che è. Dopo l’abbattimento dei Bastioni spagnoli a fine Ottocento, la città si espanse inglobando i Corpi Santi e assumendo il volto moderno che conosciamo. Partendo dalla Stazione Centrale e percorrendo le strade vicine, scopriremo architettura civile e religiosa dallo storicismo ottocentesco al modernismo, al Déco degli anni Venti fino ai grattacieli contemporanei. La Stazione e il grattacielo Pirelli dominano Piazza Duca d’Aosta, ma tra le strade adiacenti si trovano gioielli nascosti come la Cascina Pozzobonelli e il santuario di San Camillo De Lellis.

PORTA VERCELLINA

L’altro Liberty

Tra Otto e Novecento Milano si trasforma radicalmente nell’urbanistica e nell’architettura, grazie al ruolo trainante della città nel periodo postrisorgimentale e alla borghesia imprenditoriale che guida lo sviluppo economico. Il Liberty, con linee mosse e fluenti, decorazioni in ferro battuto e maiolica ispirate alla natura, diventa l’espressione di una società moderna e brillante, lontana dai revival storicistici dell’aristocrazia ottocentesca. Le aree più ricche di edifici Liberty sono Porta Venezia e la zona da Piazza Cadorna a Piazza Baracca, con palazzi decorati da cementi plastici, ceramiche, bow-window e balconi fantasiosi. Tra questi spicca Casa Laugier, con la storica farmacia Santa Teresa e gli arredi del 1910 della Ditta Bertoni, esempio perfetto dello stile floreale e secessionista. Un percorso affascinante e ricco di suggestioni.

CITY LIFE

La città che sale. La storia della trasfomazione di un quartiere

City Life nasce dove, a fine Ottocento, c’erano periferia e campagna, villini immersi nel verde, un luogo tranquillo a pochi passi dalla città. Poi arrivò la Fiera Campionaria, con traffico, padiglioni e costruzioni rapide che trasformarono l’area. Nel 2004, il progetto di riqualificazione trasformò 255.000 m²: al posto della Fiera, moderne residenze, grattacieli, ampie aree verdi, piste ciclabili e edifici ecosostenibili. Oggi City Life è un quartiere dove convivono passato e presente, vecchia e nuova Milano. Villini storici convivono con torri moderne, strade e piazze lasciano spazio al verde e al gioco, mentre l’architettura contemporanea, aperta all’aria e al sole, dialoga con la storia, offrendo un racconto della città in continua trasformazione.

INTORNO AL LAZZARETTO

Le febbri pestilenti: sventure, dolore e morte nella Milano del seicento

Manzoni ci fa rivivere i terribili momenti in cui la peste colpì Milano nel 1629, partendo da Porta Orientale. La città dovette fare i conti con febbri maligne, superstizioni e irrazionalità, che portarono a credere negli untori, vittime innocenti di delirio popolare. La storia manzoniana è nota, ma meno lo sono i luoghi che furono teatro della tragedia. Il percorso parte dalla Chiesa di San Gregorio, dove sorgeva il Lazzaretto e all’interno della cui cripta sono custodite le lapidi di personaggi famosi, per proseguire tra vie e case del quartiere, alla ricerca delle tracce della Milano dell’epoca. Un itinerario che intreccia memoria e storia, mostrando ciò che il tempo e gli uomini non sono riusciti a cancellare.

FONTANE E FONTANELLE

Parole d’acqua a Milano

Parleremo delle acque che brillano, zampillano e si fanno udire nelle fontane di Milano. La città ne conta 74, alimentate dalle ricche falde del sottosuolo, presenti in centro e in periferia, abbellendo piazze e giardini. Alcune sono celebri, altre più nascoste, tutte meritano attenzione per arte e storia. Partendo da Piazza San Babila, con una fontana recente di Caccia Dominioni, il percorso arriva fino al Parco del Castello, per concludere con i Bagni Misteriosi di De Chirico. Cammin facendo, scopriremo anche le “vedovelle”, che ancora oggi offrono refrigerio: la più antica, in Piazza della Scala, è in bronzo e fu realizzata da Luca Beltrami, ispirandosi a un doccione del Duomo. Un itinerario di arte, acqua e curiosità.

MILANO E IL SUO PASSATO

Alla ricerca delle torri perdute

Milano è la città italiana che più si è sviluppata in altezza: i grattacieli di Porta Nuova e City Life hanno mutato lo skyline, superando anche la guglia della Madonnina. Ma già in antico, lungo le mura, e soprattutto nel Medioevo, torri di avvistamento, campanili e case-torri caratterizzavano il tessuto urbano, segni di potere, ricchezza e prestigio. Le città medievali erano spesso fortificate, con piazze, conventi e mercati come centri di aggregazione. San Gimignano, Bologna, Pavia ne conservano esempi noti, e anche Milano aveva le sue torri e campanili distintivi. Con il tempo molte sono scomparse o nascoste. Questo percorso invita a passeggiare per la città, con il naso all’insù, alla ricerca delle torri perdute, tra storia, arte e curiosità.

QT8

Il quartiere sperimentale e il Monte Stella

Due date segnano la nascita del progetto QT8 a Milano: 1933, chiusura della V Triennale, e 1945, fine della Seconda Guerra Mondiale. Dagli edifici provvisori della Triennale e dalle macerie dei bombardamenti nasce un quartiere moderno in periferia, con edifici armonizzati tra loro, spazi verdi e una visione urbanistica innovativa. Architettura e urbanistica si incontrano in una sintesi felice tra razionalismo e organicismo. Il Monte Stella è il frutto creativo delle macerie accumulatesi nelle cave della zona: il progetto trasforma un problema pratico in un’opportunità poetica, innalzando il terreno e creando una “montagna milanese”. QT8 e Monte Stella rimangono esempi di innovazione urbana e visione lungimirante nell’abitare la città moderna.

LE CASE COLORATE DI VIA LINCOLN

da Porta Vittoria al Monforte

Quotidianamente attraversiamo Milano senza fermarci a guardare intorno, senza cogliere ciò che ci circonda. Questo percorso parte da Piazza 5 Giornate, lunga e gloriosa nella storia, e si snoda fino al Monforte, una delle porte più recenti della città, ricavata lungo i bastioni spagnoli. A fine Ottocento l’area aveva ancora un sapore agreste, con campi, orti e cascine, ma lo sviluppo urbano portò inurbamento destinato al proletariato e alla piccola borghesia impiegatizia. Nacquero modesti villaggi operai, ma anche casette con giardino, oggi coloratissime in Via Lincoln, come una piccola Burano milanese. Proseguendo, incontreremo palazzi Liberty destinati al terziario e la Chiesa dei Frati Cappuccini, raro esempio di Art Nouveau applicata all’architettura religiosa.

L’ANTICA PORTA TOSA

Gioielli d’arte, architettura e giardini

L’itinerario ci porta alla scoperta del quartiere attorno all’antica Porta Tosa, poi Porta Vittoria dopo le Cinque Giornate, partendo dalla chiesa di San Pietro in Gessate: modesta all’esterno, ma preziosa per le testimonianze di arte gotica e rinascimentale conservate nelle pareti in cotto. Da qui ricostruiremo la storia della zona attraverso palazzi, ciascuno con la propria identità, che mostrano i cambiamenti di stile e gusto nel tempo. Dalla grandiosa mole del Palazzo di Giustizia, austera e legata agli ideali del regime, fino a edifici, chiese e angoli reconditi, scopriremo un quartiere multiforme, operoso ma tranquillo, terminando nei Giardini della Guastalla, un inaspettato angolo di quiete a pochi passi dalle strade più trafficate.

CHIOSTRI E CORTILI NELLE VIE DELLA MODA

Milano sconosciuta

Milano si è trasformata molto nel tempo, città da sempre motore economico e simbolo di modernità. Nonostante l’espansione urbana, i piani regolatori del Novecento e le distruzioni belliche, ha saputo conservare un volto nascosto e discreto: cortili e chiostri celati dietro facciate sobrie di palazzi nobili, residenze borghesi e chiese chiuse al culto. In un percorso tra le strade oggi consacrate alla moda, percorse da turisti attratti dalle firme dei negozi, scopriremo bellezze antiche, angoli inaspettati, cortili segreti e le storie delle nobili famiglie che li hanno abitati.

CRESCENZAGO

Storia di un antico borgo, della sua abbazia e delle sue ville

Quotidianamente attraversiamo Milano senza accorgerci della sua storia, fra palazzi antichi e moderni, vecchie case e resti di un passato spesso nascosto. Crescenzago racconta un passato lontano: la chiesa di Santa Maria Rossa, fondata a metà XII secolo in cotto, sopravvive alla trasformazione del borgo; accanto sorgeva il convento, poi divenuto nel XVIII secolo la casa di Domenico Berra, agronomo che perfezionò irrigazione e allevamento. I cortili conservano archi ogivali e un antico pozzo. Superato il traffico, si arriva al Naviglio della Martesana e alle ville di delizia: Villa Lecchi, le ville Petrovic e Pino De Ponti, quest’ultima con filanda ottocentesca. Un tempo fertile, oggi il borgo mantiene viva la memoria di una Milano nascosta e rurale.

GORLA

Un borgo entrato nella storia

Quotidianamente attraversiamo Milano senza accorgerci della sua storia, fra palazzi antichi e moderni, vecchie case e resti di un passato nascosto. Gorla, nella zona nord-orientale, lungo la strada per la Villa di Monza e il Naviglio della Martesana, era un borgo immerso nella campagna scelto dai nobili per le ville di delizia, alcune delle quali ancora visibili. A fine Ottocento, come altri “Corpi Santi”, fu annesso alla città e trasformato dall’industrializzazione e dall’inurbamento. Ma Gorla conserva anche memorie tragiche: il 20 ottobre 1944 una bomba cadde sulla scuola, uccidendo numerosi bambini; complessivamente le vittime furono circa 614. Oggi il monumento ai Piccoli Martiri ricorda quella tragedia, insieme alle tracce di un passato rurale e nobiliare.

ORTICA

Street art

La Street Art nasce negli Anni Settanta nei ghetti newyorkesi come espressione popolare di autoaffermazione e rottura delle regole artistiche. Con il tempo si diffonde nei muri delle città, con motivazioni diverse: protesta sociale, libertà d’espressione, valorizzazione urbana. A Milano, un percorso alla scoperta della Street Art mostra come l’arte di strada racconti la città, i suoi personaggi, la sua storia e le eccellenze, coinvolgendo cittadini e scuole. L’Ortica, un tempo zona agricola e poi industriale, è oggi un Museo a cielo aperto grazie al progetto OrMe – Ortica Memoria: pittura murale, partecipazione collettiva e valorizzazione del quartiere trasformano ogni opera in un tassello della memoria milanese, dal Novecento a oggi, tra cultura, migrazione, sport e creatività.

TRA LIBERTY E DECÒ

Lo stile borghese nei sepolcri del Monumentale

Se è vero, come è vero, che il Monumentale è il cimitero per antonomasia della borghesia, che qui, nella “città dei morti”, vede l’eternarsi del suo status, non possono mancare nell’architettura e nella scultura funeraria esempi eccellenti di quello stile Liberty, e per estensione Déco, che più di altri ha rappresentato la società borghese in ascesa, una società moderna e rampante, all’avanguardia che rompe, anche nell’espressione figurativa, i legami con il passato.
In un nuovo percorso fra i monumenti dello storico Cimitero milanese, ammireremo le linee fluenti, l’ispirazione alla natura che fanno del Liberty un’arte nuova scevra da revivals e storicismi e la sua declinazione Déco, che, dalla metà degli anni Venti del XX secolo, fissa nella geometria lo stile floreale mosso e animato.

LA PERIFERIA NORD TRA PASSATO E PRESENTE

Villa Mirabello, la Maggiolina e il villaggio dei giornalisti

Quotidianamente attraversiamo Milano senza renderci conto della storia che ci circonda, tra palazzi antichi e moderni, vecchie case e tracce del passato. Un nuovo percorso ci porta nella periferia nord, tra realtà spesso sconosciute: il Villaggio dei Giornalisti, con le sue villette della media borghesia del primo Novecento, e la Maggiolina, dove architetti come Luigi Caccia Dominioni crearono edifici residenziali durante il boom economico. Tra standard popolari e progetti innovativi, la zona ha offerto case a prezzi sostenibili fuori dalla circonvallazione. Infine Villa Mirabello, costruita nel XV secolo come villa-cascina e legata ai Mirabello e ai Portinari, testimone di storia, dopo decenni di abbandono ospita oggi una fondazione Onlus attiva nell’assistenza ai non vedenti.

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