Tre incontri con i capolavori immortali dell’arte per ripercorrere il Triduo pasquale.
Tre percorsi iconografici partendo dalla Cena del Giovedì Santo, che è la vigilia della passione, della morte e resurrezione di Cristo.
Tre opere iconiche dalle quali partire per sviluppare un racconto per immagini sul momento centrale della salvezza dell’Uomo.
Tre grandi Maestri, Leonardo, Michelangelo e Piero della Francesca con i quali confrontarci, ma non solo…

Giovedì 01 aprile
L’ULTIMA CENA
“In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà. I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse” (Giovanni 13, 21-22)
Da qui Leonardo partì per dipingere l’Ultima Cena. Fissò sulla parete del refettorio delle Grazie un momento  intenso, animato da sentimenti di stupore, incredulità, orrore che leggiamo nei gesti e nelle espressioni degli Apostoli …  Leonardo partì da qui, andando ben oltre ogni formula, ogni stereotipo della tradizione, per dipingere la verità dell’anima che si rivela nel “batter di un ciglio”, in un braccio che si allunga, in uno sguardo interrogativo.
L’Ultima Cena di Leonardo fece scuola, fu modello insuperato di tanta pittura. E tanti furono gli artisti  che studiarono questa immagine che cattura, che emoziona, che commuove. E tanti ancora oggi i visitatori che arrivano alle Grazie attratti da un capolavoro assoluto. Del resto, se si vuol capire Leonardo nella profondità del suo ingegno, da qui bisogna partire!

Venerdì 02 aprile
RIFLESSIONI SULLE PIETÀ DI MICHELANGELO
Tredicesima stazione della Via Crucis:
Gesù è deposto dalla Croce e consegnato alla Madre
È questo il momento doloroso che molti artisti hanno rappresentato: l’ultima volta in cui Maria tiene fra le sue braccia il Figlio. Un momento carico di pathos che Michelangelo ha scolpito più volte nella vita: dalla Pietà Vaticana, di sublime bellezza e intensità, alla Pietà Bandini che l’artista pensò per la propria sepoltura, alla Pietà Rondanini, struggente testamento artistico e spirituale del grande Maestro.

Martedì 06 aprile
LA RESURREZIONE DI CRISTO: PIERO E GLI ALTRI
“Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite” (Matteo, 28, 2-4)
Piero della Francesca non dipinse l’Angelo, non dipinse lo sconvolgimento della terra per quel fatto miracoloso: la Resurrezione. All’opposto dipinse il silenzio, il sonno dei soldati e un Cristo con una fisicità vera sorprendente, con uno sguardo severo. E’ lui il Risorto che tiene fra le mani il vessillo del trionfo sulla morte. Incrociare i suoi occhi significa farsi carico della profondità di un mistero arcano. Nessuno come Piero, e quanto Piero, ha tradotto questo momento in una icona che va ben oltre il racconto evangelico.
Nel corso dell’incontro confronteremo l’opera di Piero con altre rappresentazioni di artisti diversi: da Andrea del Castagno, a Tiziano, a Rubens.

DATE IN PROGRAMMA

gio 01/04, ore 18.30
ven 02/04, ore 18.30
mar 06/04, ore 18.30

COSTO

n. 3 incontri online € 30,00

DURATA

Ogni incontro interattivo avrà una durata di circa un’ora e mezza

PIATTAFORMA WEB

ZOOM

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