…sul filo della musica, della poesia, dei ricordi tra i caruggi dei cantautori e i monumenti a Staglieno

Escursione accompagnata da Marina Fassera e Marina Firpo

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

In questi giorni si è ricordato il ventennale della morte di Fabrizio De André. Lo abbiamo rivisto in interviste, nei suoi concerti, tra cui l’ultimo memorabile del 1997, due anni prima che morisse. Abbiamo riascoltato le sue canzoni e rievocato la vita dell’artista e dell’uomo. Abbiamo riscoperto nei passaggi televisivi gli amici e la sua Genova. Quella Genova che ora proponiamo di scoprire direttamente in una giornata intensa ed emozionante, che correrà sul filo, anche un po’ nostalgico, dei ricordi, delle immagini, degli umori della Genova vera e autentica degli anni passati.
Nostalgia e ricordi che si riverbereranno fra i caruggi che si “attorcigliano” nel centro storico, nella Via del Campo, nel Corso Italia con i suoi palazzi borghesi dove nacque la Canzone di Marinella, il porto, il bar “dei quattro amici”, come recita Gino Paoli, allora sconosciuti, ma che a breve sarebbero diventati protagonisti della Scuola genovese. In realtà non era una scuola, era un gruppo di amici, appunto, formato da Natalino Otto che era il “capo”, Umberto Bindi, il paroliere Giorgio Calabrese, i fratelli Reverberi, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco, e da ultimo Fabrizio De André, il più giovane. Insieme cambiarono la musica italiana sulla scorta di quella proveniente dagli Stati Uniti, dal Jazz allo Swing, seguita da quella francese di Brassens e Brel dai quali soprattutto De André e Paoli trassero ispirazione. Erano gli Anni Sessanta.
Nella nostra passeggiata scopriremo una Genova che, definita da Petrarca “superba” – “Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare“-,  ha invece un  qualcosa di malinconico e schivo, esattamente come appare nelle canzoni di De André e degli amici cantautori, pur essendo anche una città aperta al mondo, importante crocevia di commerci e culture, approdo di genti alla ricerca di fortuna, avventurieri e vagabondi. Ancora una volta quella gente, insieme ai pescatori o alle prostitute, raccontata nelle canzoni, che si fanno poesia sulle note della musica…
Nostalgia e ricordi anche nella passeggiata in un luogo dove la memoria è affidata ad una lapide, ad un sepolcro più o meno monumentale che sia… Il Cimitero Monumentale di Staglieno fu una delle mete favorite del Gran Tour che approdava a Genova. Un luogo di grande suggestione, che colpiva i romantici viaggiatori di un tempo che amavano perdersi all’ombra dei viali alberati, alla ricerca dei monumenti degli uomini illustri. Friedrich Nietzsche, Guy de Maupassant, Mark Twain, l’imperatrice Elisabetta d’Austria (la famosa Sissi)… sono solo alcuni dei personaggi storici, letterati, viaggiatori, artisti, filosofi, che ci hanno lasciato testimonianze delle loro visite a Staglieno e del loro peregrinare lungo le grandi gallerie monumentali e nei vialetti boschivi. Esattamente come il viaggiatore di oggi che, per quanto disincantato, rimane attratto dalla bellezza di monumenti e sculture, ma ancor di più dall’aura malinconica e nostalgica che il luogo sprigiona.
I percorsi proposti nel programma si svolgeranno tra mattina e pomeriggio, lasciando il tempo libero necessario per il pranzo libero.

Rientro a Milano previsto intorno alle 20.00 circa.

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