“Bisogna turarsi il naso. È un ambiente di case malfamate. Vi si vende di tutto. È una fogna, una pozzanghera. In certi momenti il vicolo delle Quaglie è un pisciatoio fino in fondo. […]
Se ne odora la peste. Sovente c’è una ressa di soldati che lascia supporre che ci siano nascoste moltitudini di vergini.
Il chiasso che discende dalla casa a destra dà l’idea che gli uomini e le donne siano calcati in amplessi. […]
(P. Valera, Milano sconosciuta, 1879-1923)

Siamo nella Milano di fine Ottocento, nel cuore storico di Milano, nella città del progresso, nella città che si sta dando un volto moderno, nella città dalle mille contraddizioni… Fra queste la povertà, la miseria che la rivoluzione industriale non ha sanato, anzi… Da un lato la città borghese sfavillante di luci, dall’altro la città proletaria cupa e disagiata.
Sì, siamo nel cuore storico di Milano, nel Bottonuto … Qui vi condurremo per conoscere ciò che era la vecchia Milano, in un quartiere che non esiste più, sventrato dai piani regolatori del ‘900, il Bottonuto. Lo faremo attraverso la storia minore, quella della quotidianità, quella di sventurate fanciulle che svendevano il proprio corpo perché non avevano nulla di più del proprio corpo . Vi condurremo con la memoria fra i vicoli sudici, fra botteghe sgangherate, fra le case dove veniva praticata la prostituzione in bordelli precari e malsani.

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