La mostra dedicata a Michelangelo Merisi, il Caravaggio, che va concludendosi a Palazzo Reale, ci ha invitato a riflettere sulla formazione milanese del pittore e ci incuriosisce poter ripercorrere quei luoghi che sicuramente il giovane artista frequentò, per apprendere e trarre ispirazione per la sua opera, tanto innovativa nella aderenza alla verità e alla natura.
Uno dei luoghi deputati fu la Chiesa di San Marco. Posta all’incrocio della Martesana con la cerchia interna del Naviglio (in corrispondenza del famoso Tûmbun), da sempre importante centro della vita spirituale e intellettuale della città, San Marco oggi si presenta come un intrigante palinsesto in cui i secoli si succedono senza soluzione di continuità: dalla fondazione medievale – quando fu sede dello Studium agostiniano – agli interventi decorativi cinquecenteschi, fino alla facciata del Maciachini che propose nell’Ottocento un apprezzabile neogotico lombardo. Qui Caravaggio poté ammirare il trittico del cremonese Antonio Campi, la cui Morte della Vergine ispirò il giovane Merisi, gli affreschi tardo manieristi di Giovan Pietro Lomazzo, bizzarro abate dell’eclettica Accademia della Val di Blenio, realizzati poco prima che la cecità decretasse la fine della sua arte, Carlo Urbini e tanta altra pittura lombarda che sostanziò la rivoluzione caravaggesca.

GALLERIA

 

LUOGO D’INCONTRO

All’ingresso della Chiesa

piazza San Marco 2, Milano

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