I racconti pittorici di Italico Brass

SI STA COME
D’AUTUNNO
SUGLI ALBERI
LE FOGLIE

G. Ungaretti, Soldati, 1918

Nell’anno in cui ricorre il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, Gam Manzoni dedica una mostra a Italico Brass, pittore friulano, che la guerra la raccontò dal fronte, dalle trincee, partecipando con animo trepidante e con la viva speranza che la sua città natale, Gorizia, si potesse ricongiungere all’Italia. Allo scoppio della Grande Guerra, Brass ottenne dal Comando Supremo e dalla Regia Marina il permesso di seguire i soldati lungo la linea del fronte, per eseguire schizzi e studi, soprattutto nella zona compresa tra Sdraussina, il monte San Michele e San Martino del Carso, negli anni 1915-1916. Nacquero così i “racconti pittorici sulla Grande Guerra”, fatti da immagini vive di truppe in azione, di bersaglieri ciclisti, di soldati nelle trincee sotto il fuoco notturno, sotto la pioggia e nella neve dei passi alpini, appesantiti dalle armi e dagli zaini, o mentre preparano il rancio.
L’intonazione delle sue tele è tutt’altro che epica, tutt’altro che retorica, Italico Brass fissa l’istante in cui si svolge il singolo episodio e i soldati diventano protagonisti dell’epopea del quotidiano, fissato con una pennellata rapida, schizzando direttamente le scene su tavolette di legno poco ingombranti e facili da trasportare. La tragicità della guerra sembra venir meno “le trincee di Brass sono tranquille, non si sente l’odore della morte” ebbe modo di ricordare Mario Rigoni Stern. Nella sua pittura l’aria, la luce e il colore vibrano come nelle tele degli Impressionisti che studiò a Parigi. In mostra, oltre ai dipinti di Italico Brass provenienti dalla collezione degli eredi, una serie di fotografie d’epoca della Grande Guerra e una sezione, di confronto, dedicata alle immagini di soldati in azione dipinte da Giulio Aristide Sartorio, Giuseppe Montanari e Achille Beltrame.

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