L’arte moderna dall’Impressionismo alle Avanguardie

I collezionisti americani ebbero un grande fiuto nell’acquistare, tra fine Ottocento e inizi Novecento, le opere di quei Maestri che rivoluzionarono la storia dell’arte e che in Europa vennero “messi all’indice” perché incompresi. Ci vollero anni perché i Manet, Monet, Renoir, Degas, Van Gogh, Gauguin, Cézanne, per non parlare degli Avanguardisti di inizio Novecento, venissero apprezzati nel “vecchio continente”, mentre nel frattempo, negli Stati Uniti collezioni privati e musei si arricchivano di capolavori. Così come il Philadelphia Museum of of Art. Fondato nel 1876, in occasione dell’Esposizione Universale che celebrava il primo centenario della Dichiarazione di Indipendenza, il Philadelphia Museum possiede una collezione ricchissima di opere di tutti i secoli e di diverse civiltà, ma la cui sezione più amata, che è vero vanto del Museo, è proprio quella che spazia tra Impressionismo, Postimpressionismo, Cubismo, Fauve e Surrealismo. In un percorso scandito da cinquanta capolavori degli artisti più amati, a Palazzo Reale abbiamo modo di fare un viaggio nel momento d’oro dell’arte moderna, di confrontare e di ammirare dipinti che rappresentano un consistente pezzo della storia dell’arte degli ultimi due secoli, ma anche di scoprire la storia di quei collezionisti che hanno messo a disposizione del pubblico il frutto della loro passione, donando al Philadelphia Museum le loro preziose raccolte.

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