Spedizione oltre la fine del mondo

Una delle cose più emozionanti di un viaggio in Argentina è senza dubbio la visita della città di Ushuaia. Se si ha la fortuna di trovare una giornata di ottima visibilità la fase di atterraggio dell’aereo è da sola un’esperienza mozzafiato.
Ushuaia è circondata da splendide montagne quasi sempre innevate. Si tratta della parte finale della catena delle Ande, che a queste latitudini non raggiungono le altezze di Perù e Bolivia, tanto meno hanno vette paragonabili all’Aconcagua, ma mantengono immutato fascino e bellezza. Qui le Ande, dopo aver attraversato tutto il Sudamerica, concludono la loro imponente corsa andandosi a tuffare nelle acque gelide della baia di Ushuaia.
Siamo nella città della “Fin del Mundo”, dove tutto è un po’ estremo e unico. Anche la storia di questa città è particolare. Nasce come sede di un penitenziario ma diventa una città grazie al costruttore bolognese Carlo Borsari che, ingaggiato dal governo Argentino, riuscì nella storica impresa di realizzare in due anni una città con tanto di strade, ospedale, scuola e centrale idroelettrica, portando dall’Italia manodopera e materiali.
Arrivare qui è un po’ come coronare i propri sogni di viaggio. “Siamo arrivati alla città più australe del mondo” si sente spesso dire al telefono da chi sta chiamando casa. E con in volto un’espressione mista di emozione e soddisfazione.
Ma adesso immaginiamo che Ushuaia non sia un punto di arrivo, ma sia il nostro punto di partenza.
Di fronte abbiamo il canale di Beagle, che ci conduce direttamente in mare aperto, verso le acque impetuose che tanti naufragi hanno causato nel passato quando, prima dell’inaugurazione del canale di Panama, le imbarcazioni erano costrette a circumnavigare il Sudamerica.
Da qui si prende il mare come un esploratore di due secoli fa e, sfidando le onde impetuose del celeberrimo passaggio di Drake, ci si dirige verso le lontane e sconosciute terre australi. Si va in Antartide. Ed arrivarci non è così semplice. Il passaggio di Drake non è solo un segmento di mare compreso tra la Terra del Fuoco e la Penisola Antartica. È di più. È una sorta di sfida contro la natura e contro sé stessi. Significa 36 ore di “passione” tra onde che in caso di forte tempesta possono arrivare oltre i 15 metri. È il prezzo da pagare per poter conquistare il continente Bianco.
Ma una volta arrivati nelle isole Shetland del Sud si è ufficialmente in Antartide e ci si sente orgogliosi per la grande impresa. Ci si sente un po’ come Ernest Shakleton, considerato uno tra i più grandi navigatori ed esploratori di sempre che lega il suo nome a molte avventure incredibili in Antartide.
A volte non serve guardare un documentario del National Geographic, basta fare un viaggio in Antartide.
Ogni mattina il capitano ci sveglierà con la nostra posizione sulla mappa e l’itinerario previsto. E noi, come veri esploratori, correremo a indossare i nostri stivali, immergerli in un liquido disinfettante e salpare a bordo di gommoni alla volta del suolo antartico. Perché stiamo per mettere piede su luoghi ancora praticamente incontaminati e dobbiamo stare attenti a preservarne le caratteristiche.
Andremo a scoprirne la ricca fauna e capiremo perché, citando il grande geologo e divulgatore Felice Ippolito “esiste nel nostro pianeta un immenso laboratorio naturale e lo studio dei grandi problemi del futuro. Questo laboratorio è l’Antartide, il continente più affascinante ed inesplorato della terra”.

Gianluca Fogliato

DATE IN PROGRAMMA

dom 18/04, ore 18.30

COSTO

Incontro online € 10,00

DURATA

L’incontro interattivo avrà una durata di circa un’ora e mezza

PIATTAFORMA WEB

ZOOM

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