Il Tram era (è) qualcosa di sacro a Milano. La parola stessa “tram”, meglio “tran(m)vai”, evoca una città di altri tempi che sopravvive nel ricordo retrospettivo di qualche vecchio milanese e nelle fotografie in bianco e nero dai contorni un po’ sbiaditi.
Il Tram fa parte della storia di Milano, è un’istituzione, un’immagine iconica. Allo stesso modo il suo manovratore, con il quale ci si scambiava qualche parola, nonostante le targhette invitassero a non “distrarlo”, il bigliettaio, che ci accoglieva con un saluto e staccava quel biglietto di carta sottile e colorata simile a quello dei cinema e dei teatri … e poi lo sferragliare lungo le rotaie, il tintinnio del campanello che annunciava il suo arrivo o invitava con insistenza a spostarsi dalle rotaie. Quando si “prende” la patente, una della prime regole che insegnano è che al Tram va sempre data la precedenza. A lui, al Tram. Non c’è autobus, non c’è metropolitana, e non c’è tram moderno (jumbotram) che abbia il fascino del nostro vecchio caro tran(m)vai di Milano.
Con uno spirito un po’ nostalgico misto alla curiosità, vi invitiamo a salire con noi a bordo di un vecchio Tram. A bordo di una vettura della fine degli Anni Venti che ha conservato il fascino retrò, con il suo elegante arredo interno con panchettine di velluto rosso, con l’angolo – il salottino – per fumatori, le lampade a campana, la vecchia parte meccanica che costringe il manovratore a scendere per effettuare manualmente lo scambio del binario! Faremo insieme un salto nel tempo durante il quale, attraversando piazze, percorrendo le strade di Milano, racconteremo la storia passata e recente della città, guardandola attraverso i finestrini del caro vecchio Tram.

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